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Costume
Primarie delle idee per la nuova Casa dei Moderati. Se non ora quando?

Carmelo Ferraro è il direttore dell’Ordine degli Avvocati di Milano e Presidente di Piattaforma Milano, un insieme di forze liberali e popolari, nato con l’intento di dare una rappresentanza politica innovativa e libera a cittadini e imprese che credono nella crescita e nello sviluppo, nel lavoro, nelle riforme, nel contrasto all’impoverimento delle famiglie, nelle politiche non stataliste ma di valorizzazione della libera iniziativa, in grado di promuovere investimenti e benessere. Carmelo Ferraro inoltre è fondatore del Comitato MI’mpegno che promuove la cultura della responsabilità̀ e dell’iniziativa delle persone che, nell’accorgersi di un problema, agiscono e si impegnano per cercare di rispondervi.

Intervista a Carmelo Ferraro

Tra i suoi incarichi, Lei presiede “Piattaforma Milano”. Siete molto attivi e promuovete molteplici iniziative di valore sociale: vuole dirci di più?

Ho sempre apprezzato i progetti civici, che partono dal basso, dai bisogni della gente. Piattaforma Milano è nata due anni fa dalle elezioni “primarie popolari”, cui hanno partecipato 5.000 milanesi, che sentivano il bisogno di un referente cittadino in campo moderato. Dalla fondazione abbiamo lavorato sui temi della Grande Milano; abbiamo organizzato decine di convegni, documenti, proposte e una convention, “l'Ambrosiana", cui hanno aderito moltissime persone; ci siamo organizzati in commissioni tematiche e territoriali… un vero “ascolto” del territorio col coinvolgimento delle persone al di là di ogni competizione elettorale.

In breve: uno spazio aperto al confronto, dove tutti possono coinvolgersi; non un semplice think tank. Un percorso che favorisce la partecipazione dal basso e incontri culturali propositivi.

Ci faccia un esempio del metodo Piattaforma Milano

Pochi giorni fa abbiamo messo in piedi dei veri e propri “Stati generali della scuola” sul tema della necessaria riapertura delle scuole, con la partecipazione allo stesso tavolo di tutte le istituzioni coinvolte, presidi, docenti, studenti, psicologi, magistrati, associazioni di genitori, ecc. Un tema forte, un’analisi dettagliata del problema, proposte concrete, onestà intellettuale nel dialogo: questi gli ingredienti per un dibattito a cui hanno partecipato circa 5.000 persone.

Questa è la novità di Piattaforma Milano.

Recentemente durante un importante convegno lei ha tracciato un quadro molto interessante del futuro di Milano: come potrà essere, in base alle sue previsioni, la Milano post pandemia?

ferraro2Carmelo Ferraro

Sono certo che Milano riuscirà a riacquistare l’atmosfera “frizzante” che tutti noi avevamo respirato nel dopo Expo, se concentrerà tutti i suoi sforzi e le sue energie, purtroppo indebolite ed esautorate, verso due obiettivi principali: tornare ad essere internazionale e attrattiva fornendo un alto standard di servizi (oggi un po’ opachi) e valorizzare le sue grandi vocazioni, affinché tornino a rifiorire: la moda e il design, la ricerca con le sue università, la sanità, l’arte e la cultura contemporanea. Senza lasciare indietro le periferie e le persone disagiate.

Dobbiamo cooperare per un nuovo rinascimento.

Come si supera la crisi attuale?

Si supera come si sono superate in passato tutte le situazioni di crisi della nostra città: la rinascita e il rilancio sono sempre partiti dai cittadini, dalle imprese e dalle famiglie, che a Milano sono sempre stati il cuore pulsante e i protagonisti attivi e dinamici, ogni giorno lavorando e producendo senza dare spazio alle ideologie, ma portando avanti ideali condivisi e concreti.

Non dimentichiamoci che l’attuale crisi sanitaria, sociale ed economica dovuta alla pandemia è stata aggravata da una strategia politica ed economica miope, la quale già nel 2019 manifestava criticità. Per questo ci vuole una netta discontinuità rispetto a questi anni, per creare linee di sviluppo e di rilancio nuove e concrete, senza perpetrare gli errori del passato né rifarsi a ideologie partitiche.

Per tutto questo serve una nuova alternativa politica, anche di matrice civica, che dia vita ad un progetto riformista, popolare e coraggioso, e si distingua dalle alleanze ideologiche e conservatrici.

Come affrontare la pandemia?

Come ha detto recentemente il Presidente Draghi, “il sostegno di cui necessitano le imprese non sono i ristori ma le riaperture”: questo vale più che mai a Milano.

È innanzitutto indispensabile focalizzare ogni energia nell’attuazione del piano vaccinale per tutti e nel contempo attuare velocemente un piano di apertura in sicurezza di esercizi commerciali, scuole, luoghi di cultura e aziende. Non si può vivere di ristori (comunque totalmente insufficienti), ma bisogna tornare a lavorare, ricominciare a darsi da fare. Non si può aspettare che passi la pandemia, bisogna conviverci, senza nascondersi. La città si sta vaccinando e ha investito in misure di contenimento: ora bisogna riaprire tutto con la dovuta prudenza.

In secondo luogo, anche il Comune dovrebbe fare la sua parte in modo attivo, aiutando concretamente e supportando con aiuti economici ed esenzioni i troppi cittadini, famiglie ed esercizi commerciali che, a causa della pandemia, si trovano in situazioni di grave disagio.

In autunno i milanesi saranno chiamati ad eleggere il nuovo Sindaco e una nuova squadra di governo cittadino. Che cosa si aspetta lei di veramente innovativo?

Le elezioni sono un momento prima di tutto di chiarezza e di confronto: vorrei che divenissero strumento per lanciare nuove energie, nuove competenze, nuove speranze e non solo il teatro dell’eterno ritorno di partiti, schemi e uomini politici in cerca di poltrone.

Vorrei inoltre candidati capaci di comprendere le aspirazioni e i bisogni dei milanesi e di realizzarle. Uomini normali ma anche di esperienza e concretezza, non calati dall’alto ma espressione del territorio. E vorrei una grande partecipazione popolare alle elezioni - simbolo della ripresa della vita civica - come si conviene ad un popolo che rinasce e torna a vivere guardando al futuro.

Candidature a sindaco del centro destra?

E un vero peccato che ancora non sia stato deciso il candidato sindaco per il centrodestra; per ora, si è vista la disponibilità a mettersi in gioco di tante personalità, anche della cosiddetta società civile, segno che un risveglio ci potrebbe essere: basterebbe accendere le micce del coinvolgimento.

Invece, troppi mesi sono passati e, fra l’altro, ci sarebbe stato anche tutto il tempo per fare delle vere Primarie popolari, che certamente avrebbero coinvolto molto di più che queste consultazioni “sottobosco”. Non a caso, la sinistra ha vinto le ultime due amministrative a Milano passando da primarie faticose ma coinvolgenti.

Mentre qualcuno decide il candidato sindaco del centro destra, cosa fare?

Visto che non ci sono state le primarie dei candidati, allora facciamo delle primarie delle idee e delle proposte. Chiamiamo a raccolta quel grande popolo moderato che si richiama ai valori del civismo ambrosiano e che non si riconosce nel modello di sinistra, ma nelle tradizioni liberali, riformiste e popolari: è una maggioranza di cittadini moderati che è rimasta silente, un mondo di ‘superstiti’ che deve tornare protagonista.

Dobbiamo dare voce a tutti questi cittadini, associazioni e movimenti, creando la nuova Casa dei Moderati.

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