E’ solo di ieri la notizia che Milano torna ad essere tra le prime città per la qualità di vita nella speciale classica stilata dal Sole 24 ore. La capitale lombarda è seconda solo dietro a Trieste e nelle motivazioni si legge testualmente che il primato è raggiunto per “Ricchezza e consumi” e per “Affari e lavoro”.
Una domanda sorge però spontanea. Siamo cosi sicuri che qualità della vita coincida davvero con la ricchezza, gli affari e i consumi…? Il dubbio è lecito, anzi; in questi tempi di post Covid forse è ancor più che lecito, addirittura necessario.
Questi tempi di Covid ci hanno insegnato che la qualità della vita è innanzitutto salute – nel senso più ampio del termine – relazioni umane autentiche, dagli affetti familiari fino agli amici e ai conoscenti più cari, e infine impegno civile per il bene comune, la solidarietà che dà senso alla nostra vita.
Abbiamo poi anche imparato che bisogna essere sempre grati al destino e al buon Dio quando ci dona tutte queste cose in abbondanza. Ed essere umili per la paura di perderli. NON è cosi?
E allora, con buona pace del Sole 24 ore, è giunto forse il tempo nel quale recuperare con forza la vera qualità della vita, che non è fatta da Ricchezze e consumi, ma da pace e serenità con sé stessi e con gli altri. Ora et labora era il motto di San Benedetto che coi suoi monaci e con la sua regola di vita ha contribuito fino al tardo medioevo a far rinascere una civiltà europea ormai schiacciata da immoralità e sete di possesso.
Giunge forse il tempo quindi anche per noi di tornare alla semplicità di questa regola, in modo che la nostra vita non dipenda sempre e soltanto da indicatori economici, ma anzitutto da quelli etici e culturali.
Presidente Club Santa Chiara*

