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Salute, 10 esercizi felici contro il decadimento cognitivo

- Il percorso di prevenzione del decadimento cognitivo e di miglioramento dello stile di vita “Chi ha gambe ha testa” è stato inaugurato nel parco secolare di Humanitas Gavazzeni, a Bergamo, in collaborazione con ATS. Per la prima volta in Lombardia, il progetto che coniuga esercizio fisico e mentale trova spazio in un ospedale a beneficio del pubblico, che viene invitato a concedersi una passeggiata speciale: un chilometro nel verde lungo il quale sono posti 14 cartelli con esercizi di memoria e logica ideati dai neurologi della provincia di Bergamo coordinati da ATS. Scopo: prevenire il decadimento cognitivo, migliorando il proprio stile di vita con un po’ di moto regolare. “Negli ultimi anni la ricerca – spiega la dottoressa Paola Merlo, responsabile della Neurologia di Humanitas Gavazzeni e tra gli specialisti coinvolti da ATS nella creazione degli esercizi - ha permesso di raccogliere sempre più evidenze relative all’influenza dello stile di vita sul rischio di sviluppare demenza.Sono noti i benefici dell’attività fisica regolare in termini di riduzione del rischio di eventi cardiovascolari e di insorgenza di malattie quali diabete, ipertensione arteriosa, obesità, depressione. Ed è anche noto che queste stesse patologie costituiscono a loro volta delle condizioni che possono predisporre allo sviluppo di demenza. Pertanto, verosimilmente, l’attività fisica ha benefici indiretti anche a livello cerebrale e quindi sulle funzioni cognitive”. Il percorso, tra alberi secolari e giochi di memoria Una ricca flora, dal cedro dell’Himalaya alla magnolia degli Stati Uniti, dal faggio europeo al Ginkgo Biloba, casa di conigli selvatici, germani reali, aironi e tortore: così si presenta il parco secolare di Humanitas Gavazzeni, cuore della struttura attorno a cui, dal 1903, si è via via costruito il moderno ospedale. Tra i suoi viali, i 14 cartelli di “Chi ha gambe ha testa” tracciano un percorso di un chilometro con semplici esercizi per attivare memoria e logica: associare numeri a parole, memorizzare foto di animali per ripetere i loro nomi in ordine alfabetico mentre si cammina, trovare le differenze tra due immagini, elencare tutti i vocaboli possibili che iniziano con la lettera P… giochi di complessità più o meno strutturata che divertono e attivano la riserva cognitiva. Invecchio dunque gioco… per mantenere la plasticità cerebrale Al fenomeno del generale invecchiamento della popolazione mondiale è legato anche quello dell’aumento del declino delle funzioni cognitive: si calcola infatti che entro il 2050 saranno 131 milioni le persone colpite*. Data la diversità di forme di demenza e dei processi che contribuiscono al loro sviluppo (non ancora tutti noti), parlare di prevenzione significa riferirsi a fattori che possano ridurre - senza però eliminare completamente - il rischio di ammalarsi di demenza o ne ritardino l’insorgenza**. Ma prevenzione può non fare rima con imposizione! In questo senso il gioco, inteso come allenamento attivo, può aiutare a mantenere vivace la riserva cognitiva e i suoi circuiti neuro-sinaptici. 10 consigli a cura dei neurologi di Humanitas Gavazzeni, Bergamo Gioco a… 1) Imparare una nuova lingua! Tre parole nuove al giorno, una piccola sfida con se stessi. Le modalità possono essere tante: dalle nuove App, impostate proprio su sistemi interattivi che stimolano il lato ludico dell’apprendimento, ai vecchi post-it da attaccare sugli oggetti di casa, partendo da quelli comuni fino ai meno usuali. 2) Ricordare… dove ero la settimana scorsa in questo momento. Se il ricordo non affiora, giocare a ripercorrere passo a passo la settimana, collegando eventi più o meno importanti a luoghi e orari fino a raggiungere quel momento specifico. 3) Memorizzare una nuova canzone, una filastrocca, una poesia, il passo di un romanzo che amiamo… L’importante è che dia piacere sentirlo affiorare alla mente. 4) Fare sudoku, parole crociate, giocare a carte, scacchi, dama, giochi di società… anche con i nipoti! Un modo divertente per mantenere attiva la mente con piccoli calcoli ed esercizi di logica. 5) Usare meno le facilitazioni del cellulare: il completamento automatico del T9, ad esempio, o l’agenda. In generale, continuare la buona pratica di scrivere a mano. 6) Sperimentare una ricetta nuova: un ingrediente dal sapore sconosciuto dà modo di provare qualcosa di nuovo e quindi di catalogare un’esperienza in più, connettendola al resto del nostro vissuto. 7) Uscire dalla “comfort zone”, ma senza stress. Viaggiando, se possibile, oppure modificando i tragitti quotidiani o gli orari fissi. 8) Leggere perché è un’attività in cui il processo di attenzione e di memorizzazione vanno all’unisono. 9) Chiacchierare, mantenere allenato il vocabolario, socializzare e coltivare le relazioni. 10) Coltivare gli interessi: film, arte, teatro, musica… 

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esercizi decadimento cognitivodecadimento cognitivo esercizihumanitas gavazzeni
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