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Costume
La 'sigaretta del futuro' scalda senza bruciare. Ed è "made in Bologna"

Un "posto bello e piacevole, dove prendersi qualche minuto per sé, e capire con i nostri addetti le caratteristiche e le funzionalità di un prodotto che ha tutto il potenziale per sostituire la sigaretta tradizionale". Così l'amministratore delegato di Philip Morris Italia, Eugenio Sidoli, annuncia, dalle pagine de 'Il Resto del Carlino', l'apertura in Galleria Cavour a Bologna, di uno spazio di circa 200 metri quadrati e tanti elementi di design (tra cui una struttura in 'Pliyfix tetrapods', che richiama una molecola di tabacco, completamente cablata, e realizzata con materiali di riciclo) per presentare iQOS, l'innovativo prodotto che scalda e non brucia il tabacco. Sidoli, che spiega come Pmi punti "a portare tutti i consumatori nel mondo al nuovo prodotto made in Bologna", afferma che nello spazio bolognese "si diffonderà la musica e si riciclerà l'aria, perciò a maggior ragione si potrà usare iQOS all'interno del punto di vendita, anche se il vapore ambientale generato dal dispositivo non ha impatto sull' aria". La 'sigaretta del futuro', come è stato ribattezzato lo stick di tabacco iQOS, rappresenta una rivoluzione copernicana e Philip Morris International l'ha lanciata proprio da Bologna. "Gli stick per iQOS -spiega Sidoli- sono prodotti al 98% tra Crespellano e Zola, e sono già in vendita, oltre che in Italia, in larga parte del Giappone, dove abbiamo avviato l'espansione con ottimi risultati. Il 3,4% dei fumatori di Tokio si sono già convertiti. In Svizzera, dove la diffusione è iniziata da poco, siamo già all'1,9% del mercato nella zona francofona. La commercializzazione è arrivata anche a Lisbona, Bucarest e Mosca".

La multinazionale, come racconta Adnkronos, punta a "portare tutti i consumatori nel mondo al nuovo prodotto made in Bologna", aggiunge Sidoli, che dice: "Quando succederà, oltre a Crespellano occorrerà pensare ad altri spazi produttivi nel mondo, realizzandone di nuovi o convertendo quelli già in produzione, ricalcando il modello vincente di Crespellano". Proprio a Crespellano, ricorda, "la produzione è già avviata, con risultati qualitativi altissimi: ci lavora un centinaio di persone in due linee di produzione, cui si sommano le circa 80 persone che lavorano al Training Center di Zola Predosa". Crespellano avrà "600 dipendenti programmati, produrranno a pieno regime fino a 30 miliardi di stick all' anno. Poco meno della metà di tutte le sigarette consumate in Italia, che sono state circa 75 miliardi nel 2015, o circa il 5-6% di quelle vendute in Europa. Il tutto in un contesto produttivo bellissimo, innovativo, vivibile", spiega l'ad di Philip Morris Italia.

Philip Morris Italia parla di 'potenziale' rischio ridotto per la salute. "Per un motivo semplice: non siamo noi -spiega Sidoli- ma è la scienza a dover dire se iQOS fa meno male. I nostri studi, presentati a marzo durante la Conferenza annuale sulla tossicologia di New Orleans e pubblicati su importanti riviste scientifiche indipendenti, mostrano che i livelli dei costituenti dannosi e potenzialmente dannosi del vapore emesso da iQOS sono in media inferiori del 90% rispetto a una sigaretta standard, ma le conclusioni sul profilo di riduzione del rischio verranno tratte solo quando si avranno tutte le evidenze scientifiche", conclude.

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