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Costume
Sul set naturale e suggestivo di Vico Equense il Social world film festival.

Passione. Ma, soprattutto, sentimento, sensazione e sacrificio. E, ancora, riflessioni sulla violenza di genere e sulla comunicazione. Ruota attorno a questi temi la Mostra internazionale del Cinema Sociale che si tiene dal 29 luglio al 5 agosto a Vico Equense. Una rassegna che nasce “come momento unico dedito alla celebrazione di talenti, soprattutto quelli giovani che hanno poche possibilità e poco spazio, e le passioni, quelle vere, che muovono tutto anche quando all’apparenza, agli occhi dei tanti, dei più non c’è nulla o poco”, afferma Giuseppe Alessio Nuzzo, direttore generale e regista del Social world film festival (nella foto con Madalina Ghenea). Un format che non è solo cinema, ma un “momento di aggregazione sociale e culturale, luogo di denuncia e riflessione”, commenta Nuzzo. Giunta all’8va edizione, la rassegna darà spazio e forme ad opere indipendenti di giovani autori con la città costiera che si trasformerà in un vero e proprio salotto dell’industria cinematografica. “Da sempre la penisola sorrentina è un set naturale immortalata da oltre cento pellicole che hanno fatto la storia del cinema internazionale. Ed ora con la rassegna cinematografica è una ulteriore opportunità per proporsi al turismo d’elite internazionale”, sottolinea il sindaco di Vico Equense, Andrea Buonocore. Il legame tra la Costiera e il cinema d’autore ha già contribuito alla creazione dei Movie Tour, i trenini turistici che fanno tappa sui principali set cinematografici di Vico e di Sorrento, e del Museo del Cinema del territorio della penisola sorrentina che raccoglie i cimeli e ricordi della cinematografia di tutti i tempi. “Il Social world è dunque il primo ed unico festival al mondo ad avere un monumento ed un museo del cinema”, aggiunge l’assessore al Turismo, Lucia Vanacore. E non è tutto. Ad ogni strada o piazza di Vico sarà affiancato il nome di una celebrità dello schermo. Palazzo Sozy Carafa diventa Terrazza Cardinale, Piazza Umberto I diventa Largo Mastroianni, Piazza Marconi si trasformerà in Largo Lollobrigida, Piazza Siani si trasforma in Arena Loren, il complesso monumentale della S.S.Trinità e Paradiso in Sala Troisi.  

Il successo della manifestazione è nei numeri. Per l’edizione 2018 sono state selezionate circa 600 opere tra lungometraggi, corti e documentari in concorso e fuori concorso in undici sezioni tra cui le Nuovi linguaggi e Screenplay. Le opere, di cui cento in anteprima mondiale, provengono da 48 Paesi diversi, tra i quali Usa, Spagna, Gran Bretagna, Germania, Francia, Russia, Israele, Korea, Filippine e Venezuela. Centoventi saranno invece le proiezioni  durante tutta la durata del festival. Workshop, seminari, contest ed una mostra retrospettiva dedicata a Sophia Loren, che qui girò “Pane, amore e…”, di Dino Risi al fianco di Vittorio De Sica, faranno da contorno alle attività della kermesse cinematografica. Madrina del festival sarà Katherine Kelly Lang, mentre un premio alla carriera sarà assegnato a Stefania Sandrelli per una rassegna che parlerà al femminile.

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