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Costume
Trump e l'attentato in Svezia? Web scatenato tra Ikea, Abba e "polpette". FOTO
Foto Twitter

Donal Trump e il caso Svezia diventano viral. Il web si scatena tra hashtag e meme.

Ikea e il presunto attentato secondo Trump: il caso

La Rete mette nel mirino dell'ironia Donald Trump. Dopo il riferimento del presidente americano ad un presunto attacco terroristico in Svezia i social media si scatenano. Gli hashtag #jesuisIkea, #PrayforAbba, #Swedenattack sono diventati i più popolari su Twitter accompagnati da foto e video delle iconiche polpette in vendita nel gigante dei mobili svedese o del gruppo pop anni 70.

 

Trump e l'attentato in Svezia: "L'ho visto sulla Fox" 

 

C'è anche chi pubblica il foglio con le istruzioni per montare la celebre libreria Billy, "ecco come è stato pianificato l'attentato in Svezia" o video nei quali disperati clienti di Ikea tentano invano di montare un mobile: "In Svezia accadono tragedie di cui nessuno vuol parlare.....".

 

Trump e l'attentato in Svezia: boom di fotomontaggi su Ikea

 

Poi il fotomontaggio che ritrae Trump con un catalogo di Ikea in mano mentre "si aggiorna sulle accurate notizie dalla Svezia". C'è chi ricorda la precedente bufala presidenziale sul "massacro di Bowling Green" e chi invita alla "ricostruzione" dopo l'attacco postando una bandiera svedese con la brucola Ikea.

 

 

Svezia: le gaffe di Trump, i 'fake' della Fox

 

Il nuovo presidente statunitense e' al centro di una polemica che riguarda il fact-checking, la Svezia e un attentato nel Paese che, in realta', non e' mai avvenuto. Sabato 18 febbraio Donald Trump ha tenuto un comizio a Melbourne, Florida, difendendo la propria politica di chiusura delle frontiere ai migranti. A un certo ha dichiarato: "Guardate quello che e' successo l'altra notte in Svezia. La Svezia! Ci avreste mai creduto? La Svezia. Ne hanno presi molti [di migranti ndr.]. Ora stanno avendo problemi come non avrebbero mai immaginato". Dopo la sua affermazione, che sembrava alludere a un attentato o comunque a un evento specifico avvenuto in Svezia nei giorni precedenti, i mass media - soprattutto svedesi, ma non solo - si sono a lungo interrogati su cosa stesse facendo riferimento. Non ci sono infatti stati attentati nel Paese scandinavo negli ultimi anni. L'ultimo attentato terroristico risale al 2010, quando un cittadino svedese di origini irachene si fece saltare in aria a Stoccolma, causando solo la propria morte. Un evento oltretutto precedente all'attuale crisi migratoria, cominciata con le guerre in Siria e Libia (2011). Sembra dunque che Trump si sia inventato un attentato mai avvenuto. Non e' la prima volta che capita all'attuale amministrazione. La consigliera del presidente, Kellyanne Conway, gia' lo scorso 2 febbraio aveva dichiarato in televisione che "due rifugiati iracheni sono venuti qui in questo Paese, si sono radicalizzati e sono state le menti dietro il massacro di Bowling Green". Peccato che un tale massacro non sia mai esistito: Bowling Green e' la cittadina del Kentucky in cui i due erano stati arrestati per contatti con al-Qaida, ma non per stare organizzando - e men che meno aver commesso - un attentato terroristico. Ne' alcun cittadino iracheno ha mai commesso un attentato letale sul territorio Usa nel corso della Storia. Ma torniamo a Trump. Visto il montare del caso, le autorita' svedesi hanno chiesto sabato in via ufficiale una spiegazione alla Casa Bianca. Uno dei responsabili dell'ufficio stampa della presidenza, Sarah Sanders, ha allora spiegato che il presidente aveva fatto riferimento "a un servizio che aveva visto la sera prima in televisione: stava parlando genericamente dell'aumento del crimine e di alcuni incidenti recenti, senza riferirsi a qualcosa di specifico". Nessun attentato o simili insomma. La conferma arriva poi dallo stesso Trump, che il giorno dopo il comizio ha scritto su Twitter: "Le mie dichiarazioni su cio' che sta succedendo in Svezia facevano riferimento a un servizio trasmesso da FOX News sulla Svezia e l'immigrazione".

 

E forse qui sta il nocciolo del problema: l'uomo piu' potente del mondo si informa e basa le sue dichiarazioni, a difesa delle sue politiche, su quanto ascolta da una rete televisiva che - secondo i fact-checkers americani - da' oltre il 60% di notizie false. Il servizio visto da Trump e' infatti un mix di bugie, errori e retorica xenofoba. Si tratta dell'intervista condotta da un noto giornalista conservatore, Tucker Carlson, a un video-maker accusato di islamofobia, Ami Horowitz, che si e' occupato di Svezia e migranti per un suo documentario. Il servizio si apre con un giornalista che sostiene la Svezia abbia accolto "solo nel 2016 oltre 160 mila richiedenti asilo". E gia' c'e' un primo errore: in base ai dati dell'Agenzia svedese sui migranti, nel 2016 ne sono stati accolti 29 mila. Il dato di 163 mila e' riferito al 2015 e bisogna comunque specificare che di questi solo la meta' dovrebbe veder accogliere la propria domanda. Inoltre quello del 2015 e' un picco (nello stesso anno la Germania accolse 890 mila richiedenti asilo), rispetto ad esempio ai circa 80 mila del 2014. Il giornalista poi prosegue dicendo che "di questi 160 mila migranti solo 500 sono riusciti a trovare lavoro". Il dato proviene da un servizio della televisione pubblica svedese, dove tuttavia - cosa omessa da Fox News - si specifica che il numero straordinariamente basso dipende dal numero straordinariamente alto di richieste di asilo ricevute, il cui esame e' diventato la priorita' a discapito dell'avviamento al lavoro di quelli la cui richiesta e' stata accolta. Successivamente e' Horowitz che, incalzato da Carlson, parla di "una totale impennata sia nelle violenze con armi da fuoco che violenze sessuali in Svezia da quanto e' iniziata la politica delle porte aperte. Le statistiche sono chiare". Anche questa e' una forzatura. La politica delle porte aperte in Svezia non e' una questione recente, basti pensare che negli anni '90 ha accolto oltre 100 mila cittadini della ex Jugoslavia in fuga dalla guerra. Quanto ai dati degli ultimi anni, se e' vero che nel 2016 e' stato registrato un aumento, e' altrettanto vero che nel 2015 si era registrato un calo. Come ammoniscono gli esperti, e' difficile trarre conclusioni affidabili dai dati dei singoli anni - su cui influiscono molti fattori, tra cui quanto si parla sui media di un dato tema.

 

Di sicuro la Svezia ha il tasso di denunce per violenze sessuali piu' alto in Europa ma, come era gia' stato chiarito quando la questione era venuta alla ribalta per uno scandalo che vedeva coinvolto Assange, questo dipende dalla severa legislazione svedese da un lato e dalla societa' svedese, molto attenta alla questione femminile e propensa a denunciare, dall'altro. Dunque Trump ha detto una falsita' quando ha sostenuto che in Svezia fosse successo qualcosa di specifico nei giorni precedenti. Quando poi ha chiarito che si riferiva a un servizio di Fox News ha permesso di verificare che la fonte delle sue informazioni era infarcita di errori e fuorvianti semplificazioni.

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