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Costume
Vienna, il viaggio dove il nuovo esiste e il vecchio resiste.
La Hofburg

Bisogna venire a Vienna perché oltre alla più bella città del mondo è dove si vive meglio”  ci dice Isabella Rauter, Media Management Italia dell’Ente per il Turismo di Vienna, infatti la capitale austriaca si è classificata per il decimo anno di seguito la città più vivibile del mondo, secondo la ricerca Quality of Living redatta dalla società di consulenza statunitense Mercer. In questa città si può approfittare della notevole offerta culturale, con tanta musica, vivendo in tutto relax, i parchi pubblici sono inoltre ben curati. Il mercato turistico italiano ha avuto un momento di crisi nel 2016 per la cancellazione di alcuni voli diretti, ora è in netta ripresa. “ Da gennaio a dicembre dello scorso anno vi è stato un incremento del più 11,7% dei turisti italiani - dichiara la Rauter - con 296.268 arrivi per un totale di 743.172 pernottamenti”. Prevalentemente si tratta di un turismo di giovani, con 37 anni di media, interessati a scoprire la cultura e l’architettura della città, oppure  per viaggi business usufruendo delle varie  strutture congressuali. Nell’anno 2015 il Vienna Convention Bureau ha registrato 743 congressi internazionali, a quarto posto nella classifica delle città congressuali.

Gli appassionati dell’opera avranno un motivo in più per venire a Vienna. Il 25 maggio prossimo ci sarà uno spettacolo celebrativo con la prima di “Die Frau ohne Schatten” di Richard Strauss per festeggiare i 150 anni dell'Opera di Stato,  uno dei più importanti teatri lirici del mondo. Ogni stagione vengono realizzate  produzioni di altissimo livello con oltre 50 spettacoli d'opera e balletti nell’arco di circa 300 giorni. Fra gli appuntamenti da mettere in agenda, il 20 giugno si terrà il concerto completamente gratuito della notte d’estate, eseguito dall’orchestra filarmonica davanti alla reggia di Schönbrunn, la residenza estiva della corte degli Asburgo. Al suo interno è possibile visitare il Museo delle Carrozze imperiali. I tanti palcoscenici viennesi, di musica, teatro o di mostre d’arte,  godono di fama internazionale, in questo anno ci sarà un evento per mettere in risalto mondi non visibili e non accessibili per far conoscere un lato teatrale della città, sconosciuto ai più, consentendo ai turisti di partecipare alla vita viennese da protagonista.

Anche se i più giovani non hanno visto la serie dei film improntati sulla storia dell’imperatrice Sissi, sono in molti a chiedere di visitare il Museo di Sissi nell'Hofburg che consente, attraverso numerosi oggetti personali dell'imperatrice Elisabetta, di conoscere la vera personalità dell'imperatrice. La Hofburg, la reggia di città, oggi  residenza del presidente federale austriaco, è stata fino al fino al 1918 al centro dell’enorme impero asburgico. Costruita a partire dal XIII secolo, il complesso venne ingrandito nei secoli grazie alla dinastia degli Asburgo, che per quasi otto secoli resse le sorti dell'Austria, del Sacro Romano Impero, dell'Impero austriaco e dell'Impero austro-ungarico. La Hofburg si estende per 240 000 m² ed è formata da 18 ali, 19 cortili e 2.600 stanze, nelle quali tuttora vivono e lavorano circa 5.000 persone. In un’ala si può visitare il tesoro, dove sono custodite le insegne del Sacro Romano Impero e quelle dell'Impero austriaco, percorrendo oltre mille anni della nostra storia europea: la corona imperiale; la Sacra Lancia, che trafisse il costato di Gesù mentre era sulla croce; la corona dell'imperatore Rodolfo II; uno dei più grandi smeraldi del mondo e una ciotola di agata considerata il leggendario Santo Graal. Nel giardino imperiale antistante è pronto a fiorire un  tesoro di botanica di ben 400 diverse varietà di rose.

In una capitale di un grande impero non potevano mancare tante leggende, esse si concentrano principalmente nel Duomo di Santo Stefano il cui tetto  è formato da 250.000 tegole colorate che formano lo stemma dell'aquila bicefala. Al suo interno vi è la statua della Madonna dei Servi, donata da una nobildonna dopo aver accusato  a torto la propria domestica di aver rubato; la Madonna di Pécs capace, si dice, di versare lacrime di dolore; il Cristo crocifisso con una barba che appare vera e che sembra che  continui a crescere. Il campanile detto Stefanino  è alto 137 metri su cui si può salire arrampicandosi per i  343 gradini. Nella  torre nord, non completata perché si narra che il suo architetto ruppe un patto col demonio e venne fatto precipitare giù dalla torre,  è collocata la grande campana detta “Pummerin” dal peso di oltre 20 tonnellate ottenuta dalla fusione dei cannoni  sottratti ai turchi e dalle 100 palle sparate contro le mura viennesi durante l'assedio della città del 1683.

Per ascoltare le note del grande organo inaugurato nel 1960, si dovrà attendere la Pasqua del 2020 al termine dell’opera di restauro in corso. Alle spalle del Duomo si trova la “Blutgasse”, strada del sangue, deriva dalla leggenda dei Templari che qui furono uccisi. Poco distante vi è un ceppo di legno ricoperto di chiodi, dove ogni fabbro giunto in città piantava un chiodo. C’è tanto da vedere a Vienna e ci si può muovere facilmente con i mezzi pubblici,  nel 39 percento delle destinazioni, un record europeo. La “Vienna City Card” con la durata di 24 o di 72 ore  consente l'accesso gratuito e illimitato a metropolitana, tram e autobus con oltre 210 sconti in attrazioni, musei, negozi e ora anche per il transfer dall’aeroporto, la si può acquistare in Internet. L’offerta culturale è enorme, una visita al Museo di storia dell'arte, (Kunsthistorisches Museum) non può assolutamente mancare, qui vi è la collezione più grande al mondo delle opere di Pieter Bruegel, con la famosa Torre di Babele;  i capolavori di Vermeer, Rembrandt, Raffaello, Caravaggio, Velázquez e la bellissima  Saliera di Francesco I in ebano, oro e smalto realizzata da Benvenuto Cellini, rubata e poi ritrovata.

La tela intitolata Il Bacio di Gustav Klimt, realizzata tra il 1907 e il 1908, è esposta presso la Galleria del Belvedere. Rimasti senza respiro per tante magnificenze, sarà di giovamento una passeggiata nelle due strade commerciali più frequentate, Kohlmarkt e Graben, dove oltre alle boutique di lusso internazionali, si trova l'antica pasticceria di corte regia-imperiale Demel fondata nel 1786 dove, oltre alle squisite torte come la Sacher, si può assaporare il gelato alla violetta di color lilla, prediletto dall’imperatrice Sissi.  Il personale è stato da 200 anni esclusivamente femminile, con le loro eleganti divise nere, ora il nuovo proprietario, la catena alberghiera DO & CO avendo chiuso un altro locale, per non licenziare tutto il personale ha inserito due camerieri per il servizio al primo piano, segno del mutare dei tempi.

Un tipico caffè viennese è molto più di un semplice posto dove prendere un caffè e una torta, è piuttosto il soggiorno prolungato dei viennesi.  Nella capitale austriaca  ci sono ben 2.400 caffè di tutti i tipi, dall’elegante caffè tradizionale al semplice caffè-bar, dal vasto caffè-ristorante all’accogliente caffè-pasticceria. Un tradizionale caffè viennese mette a disposizione riviste e giornali per i suoi clienti, come avviene anche sul metrò. Nel 2011 la Cultura della Caffetteria di Vienna è stata inserita nell’elenco Unesco del Patrimonio culturale immateriale, con la seguente motivazione: “I caffè sono un luogo in cui si consuma tempo e spazio ma viene messo in conto solo il caffè”.

L’augurio è quello di un soggiorno nella città danubiana, di Strauss, Mozart e Beethoven, bello ed anche rilassante pieno di nuove emozioni.

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