Sono piccole, comunissime, apparentemente innocue. Eppure le batterie a bottone si stanno rivelando una delle insidie domestiche più pericolose per i più piccoli. A lanciare l’allarme è l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, dove dall’inizio del 2026 i casi di ingestione accidentale sono già saliti a sette, contro i due registrati nell’intero 2025.
Un’emergenza che corre contro il tempo
Il dato che più colpisce non è soltanto l’aumento dei casi, ma la loro gravità. Sei bambini sono stati ricoverati tra maggio e luglio con serie lesioni all’esofago, e in alcuni casi si è reso necessario persino il trasferimento in terapia intensiva. Al Bambino Gesù spiegano che l’ingestione di una batteria a bottone è una vera emergenza tempo-dipendente: se il corpo estraneo resta bloccato nell’esofago, nel giro di appena due ore può provocare ustioni profonde ai tessuti.
Il problema è che spesso tutto accade nel silenzio più totale. L’ingestione può passare inosservata e il bambino, almeno all’inizio, può non presentare sintomi chiari. Oppure mostrare segnali sfumati: tosse improvvisa, salivazione eccessiva, difficoltà a deglutire, vomito, dolore al petto o all’addome. Sintomi che possono essere sottovalutati, mentre il danno è già in corso.
Parola d’ordine: prevenzione
Dal gennaio 2025 a oggi al pronto soccorso del Bambino Gesù sono arrivati circa 650 bambini per ingestione di corpi estranei. Le batterie a bottone sono solo una parte del totale, ma pesano per circa un intervento urgente su tre. Questo basta a misurarne la pericolosità. La prevenzione resta l’aspetto fondamentale. Telecomandi, bilance, chiavi elettroniche, giocattoli, termometri, orologi: le batterie a bottone sono ovunque. Vanno tenute lontano dalla portata dei bambini, controllando che i vani batteria siano ben chiusi e smaltendo subito quelle usate. Perché a volte il pericolo più grave è proprio quello che sembra più piccolo.
Cosa fare subito
In caso di sospetto ingerimento non bisogna aspettare: serve andare immediatamente al pronto soccorso. Per i bambini sopra i 12 mesi, se l’ingestione risale presumibilmente a meno di 12 ore e il piccolo riesce a deglutire, si può somministrare miele, che può rallentare il danno, ma senza mai ritardare la corsa in ospedale. Da evitare invece vomito indotto o altri rimedi improvvisati.

