Un lettino, un ombrellone o una sedia da regista incatenati all’alba o la sera prima per occupare i posti migliori. Così la spiaggia libera si trasforma magicamente in un arenile privato. Un malcostume che per il 70% dei casi vede protagonisti imprenditori senza scrupoli pronti a noleggiare attrezzature abusive, e per il resto cittadini privati o turisti di passaggio. Durante il weekend di Ferragosto, la Guardia Costiera ha deciso di stringere le maglie del contrasto all’illegalità: i militari hanno sequestrato ben 6.241 tra ombrelloni e lettini “preposizionati”, restituendo alla collettività oltre 23.400 metri quadrati di spiaggia pubblica in località chiave come Anzio, Terracina, Fondi, Sperlonga, Gaeta e Formia.
Champagne a fiumi ma zero sicurezza: irregolare uno stabilimento su cinque
Mentre sulle coste laziali per una postazione con ombrellone e due lettini le famiglie arrivano a sborsare cifre che raramente scendono sotto i 40 euro al giorno, l’offerta di sicurezza si rivela spesso fallace. I controlli a tappeto condotti dalla Direzione Marittima di Civitavecchia hanno evidenziato come il 20% delle strutture balneari presenti irregolarità gravissime. Si va dagli abusi edilizi fino alla totale assenza dei dispositivi di primo soccorso: bombole d’ossigeno scadute da anni, boe mancanti o bagnini “tuttofare” distolti dalla torretta di avvistamento per coprire altre mansioni.
Parco acquatico abusivo e pesca fuorilegge
I controlli non si sono fermati sulla battigia ma sono proseguiti in mare aperto. Su 858 natanti verificati, ben 126 sono stati sanzionati per violazioni delle norme di navigazione. Le forze dell’ordine hanno poi apposto i sigilli a oltre 1.800 attrezzi da pesca non consentiti e sequestrato 208 chili di pescato privo di tracciabilità tra Anzio e Fiumicino. Il caso più clamoroso è stato scoperto all’interno del Parco Nazionale del Circeo, dove è stato individuato un parco acquatico abusivo di 500 metri quadrati che scaricava reflui illegalmente ed era privo di qualsiasi autorizzazione. L’operazione della Capitaneria si chiude così con 41 notizie di reato inoltrate alle Procure e verbali per un totale di 225mila euro.

