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Ladri di biciclette 2.0: a Roma spariscono 27 dueruote al giorno

Nella Capitale è un remake continuo di “Ladri di biciclette”: tra e-bike da 2mila euro a Porta Portese e 27 furti al giorno, la caccia al mezzo rubato ora viaggia sui gruppi social

Ladri di biciclette 2.0: a Roma spariscono 27 dueruote al giorno
Una scena del film “Ladri di bicilette” di Vittorio De Sica

Tre catene cementate, antifurto sonoro, localizzatore GPS di ultima generazione: a Roma, purtroppo, potrebbe non bastare. La Capitale si conferma terra di conquista per i ladri di biciclette, con un volume d’affari illegale in costante crescita e colpi che toccano vette da capogiro.

L’ultimo allarme rimbalza proprio dalle chat e dai gruppi social dei ciclisti romani: una preziosissima e-bike pieghevole targata Brompton, valore che supera comodamente i 2.000 euro, sarebbe stata avvistata tra i banchi del mercato di Porta Portese, pronta per essere piazzata nel circuito dell’usato “parallelo”. Cambiano i tempi, e i ladri di biciclette raccontati al cinema da De Sica si adeguano. Non più furti per necessità, ma un vero e proprio business.

I quartieri nel mirino: dal centro storico ai Parioli

Non c’è zona che possa dirsi davvero al sicuro. Se l’area attorno alla Stazione Termini resta uno dei punti più caldi, i predoni delle due ruote hanno esteso il proprio raggio d’azione alle zone bene e commerciali della città, spingendosi tra Prati, Flaminio e i Parioli. Le forze dell’ordine – tra blitz lampo di Polizia, Carabinieri e Polizia Locale – continuano a intercettare ladri in flagranza o a smantellare furgoni-civetta usati come depositi temporanei, prima che i mezzi vengano spediti all’estero o venduti al miglior offerente.

I numeri del fenomeno

Le stime sulla Capitale e provincia, litorale compreso e particolarmente preso d’assalto nei mesi estivi, raccontano di circa 10.000 biciclette rubate ogni anno, il che equivale a una media impressionante di quasi 27 sparizioni al giorno. A livello nazionale i casi stimati toccano quota 300.000 nello stesso arco temporale, concentrandosi soprattutto nelle aree pianeggianti, nei pressi delle piste ciclabili e durante le soste brevi per aperitivi o commissioni. Un quadro a cui va sommato il capitolo del sommerso, fatto di accessori asportati come selle o borse laterali e furti mai denunciati, anche se il boom di polizze assicurative e antifurti hi-tech sta spingendo sempre più vittime a formalizzare il verbale.

Il veicolo più colpito d’Italia e la difesa via social

In Italia la bicicletta si conferma la regina indiscussa delle sparizioni, superando di gran lunga gli altri mezzi: le denunce per furto di auto rappresentano infatti meno di un terzo rispetto a quelle delle due ruote a pedali, mentre scooter e moto si fermano ad appena il 10% del totale.

Senza contare i mezzi in sharing, spesso bersaglio di vandali e ripescati persino dal fondo del Tevere. Di fronte a un’emergenza che colpisce al cuore la mobilità sostenibile, i cittadini si organizzano da soli. Piattaforme e gruppi dedicati come “Bici rubate a Roma, segnalazioni e avvistamenti!” si sono trasformati in veri e propri centralini di mutuo soccorso, dove foto, identikit dei sospetti, coordinate e avvistamenti nei mercatini popolari diventano l’ultima speranza per tentare il miracoloso recupero del maltolto.