Tutti al mare, sì, ma soltanto per il weekend. Il gran caldo di questa estate sta modificando radicalmente le abitudini dei cittadini della Capitale, spingendoli sempre più verso la montagna e le alture per sfuggire all’afa urbana. Il risultato? Un turismo costiero che perde quota sui lunghi soggiorni e un vero e proprio boom per i rilievi tra Lazio e Abruzzo, dal Terminillo al Gran Sasso.
Litorale laziale tra “mordi e fuggi” ed estero: stime giù del 10%
Nelle località balneari tradizionalmente prese d’assalto dai romani, sia per i weekend fuori porta sia per le seconde case , gli albergatori fanno i conti con una stagione buona, ma non da tutto esaurito. Persino nella settimana clou di Ferragosto non si è toccato il 100% di occupazione.
Sulla costa nord, da Fregene a Santa Marinella, la presenza negli hotel si attesta tra l’85% e il 90%. Stessa musica sul litorale sud e pontino. Tra Formia, Gaeta, Sabaudia e San Felice Circeo le strutture viaggiano attorno all’80-85% di riempimento. .
A tracciare un bilancio critico è l’Assoturismo Confesercenti: secondo il presidente Angelo Di Porto, l’intero litorale romano e pontino registra un calo medio delle presenze del 10%, con gli operatori che lamentano un’offerta culturale e di eventi ancora troppo debole per trattenere i turisti oltre la giornata al mare.
Il boom delle vette e dei borghi: +15% per Terminillo, laghi e Frusinate
A fare il pieno sono invece i rilievi appenninici e i bacini lacustri. Centinaia di famiglie romane hanno scelto il fresco del Terminillo, dei Monti Simbruini e della provincia di Rieti, che mettono a segno un incremento delle presenze stimato attorno al 15%.
«Un dato notevole spinto dalle temperature asfissianti della città – sottolinea Di Porto -. Il caldo ha orientato le scelte verso mete fresche e bagni alternativi al mare».
Crescono del 15% anche i Castelli Romani (Ariccia e Castel Gandolfo su tutte) e i laghi di Bracciano e Bolsena. Tra le novità della stagione risalta la riscoperta del Frusinate, con i suoi paesaggi collinari e borghi storici come Fumone che si confermano tra le mete preferite per le gite fuori porta.

