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Strage di Pietralata: Luca e Valentina si sono passati la pistola dopo aver ucciso la loro bambina

Dettagli agghiaccianti sulla strage di Pietralata: l’ipotesi del doppio suicidio concordato e la disperata lotta per la figlia

Strage di Pietralata: Luca e Valentina si sono passati la pistola dopo aver ucciso la loro bambina

Gli accertamenti disposti dalla Procura di Roma stanno lentamente facendo luce sulla dinamica della tragedia avvenuta tra il 28 e il 29 agosto all’interno della villetta di Pietralata. Luca Abbasciano, 42 anni, e la moglie Valentina Pambianco, 41 anni, avrebbero messo in atto un tragico piano prima di togliersi la vita.

La prima a morire è stata la piccola Bianca, appena 5 anni, affetta fin dalla nascita da una grave paralisi cerebrale. Successivamente i due genitori si sarebbero passati la Glock – acquistata regolarmente dall’uomo nel 2025 – per compiere l’estremo gesto: la donna si è sparata sul letto accanto alla figlia, mentre l’uomo è stato ritrovato sul pavimento, appoggiato al muro. Nell’orrore della sequenza, almeno tre colpi sono stati diretti anche contro il cane di famiglia, Teo, deceduto dopo una lunga e disperata agonia.

L’ombra dei viaggi della speranza e la solitudine

A spingere la coppia verso questo drammatico epilogo potrebbe essere stato il peso schiacciante di una gestione quotidiana diventata insostenibile, unita al senso di abbandono. Nei circa 20 biglietti lasciati nell’abitazione, destinati a parenti e amici, spicca una frase che riassume la loro sofferenza: «Da soli non ce la facciamo più».

Per dedicarsi interamente alla bambina, Valentina aveva lasciato il lavoro, mentre Luca, tecnico informatico, lavorava da casa. La coppia aveva affrontato ingenti sacrifici economici, spendendo oltre 80mila euro per tre trasferte in Messico alla ricerca di trattamenti con cellule staminali e cure sperimentali nella clinica del neuroscienziato Roberto Trujillo a Monterrey. Terapie costose ma prive di riscontri scientifici ufficiali e privi di benefici concreti per la piccola.

Le indagini sui conti e gli ultimi messaggi

I Carabinieri stanno proseguendo gli accertamenti per chiarire chi dei due coniugi abbia premuto per ultimo il grilletto e per analizzare a fondo la situazione finanziaria della famiglia. Sebbene gli accertamenti sui conti correnti siano ancora in corso, non sembravano emergere dissesti economici immediati, nonostante i pesanti investimenti per la salute della figlia.

Restano al vaglio degli investigatori le chat e i messaggi scambiati da Luca e Valentina fino a poche ore prima del dramma con amici e altri genitori di bambini disabili, comunicazioni in cui la coppia avrebbe cercato di dissimulare fino all’ultimo la decisione maturata nel tempo.