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Cronache
A Fabrizio Corona file su Messina Denaro. Politico e carabiniere arrestati
Fabrizio Corona

 

In una delle conversazioni intercettate, che risale al 2 maggio scorso, - prosegue Il Messaggero - il fotografo fece riferimento a uno "scoop pazzesco" di cui era in possesso un consigliere comunale, poi identificato in Randazzo, grazie a non meglio specificati carabinieri che avevano perquisito i covi del capomafia e che volevano vendersi il materiale. Nei giorni successivi Corona ha continuato a manifestare l'intenzione di rivendere il materiale che il consigliere gli avrebbe procurato. I carabinieri hanno perquisito la casa milanese di Corona, indagato per ricettazione nell'ambito dell'inchiesta a carico del carabiniere e del politico che hanno cercato di vendere al fotografo materiale riservato acquisito illegalmente dal sistema informatico dell'Arma.

Tentata vendita di scoop su Messina Denaro, il giornalista indagato: "Capii che era un fatto grave e denunciai"

Moreno Pisto, direttore del quotidiano online Mow, è il giornalista a cui sarebbero dovuti arrivare i file delle indagini dei carabinieri sull’arresto di Matteo Messina Denaro su indicazione di Fabrizio Corona. Nell’ordinanza di custodia cautelare a carico del politico trapanese Giorgio Randazzo e del carabiniere Luigi Pirollo, il gip Alfredo Montalto definisce il contributo all’indagine di Pisto “estremamente probante". “Ho capito che qualcosa non andava per il verso giusto, che eravamo di fronte a un fatto grave  - dice Pisto all’AGI -. C’erano delle modalità di offerta della richiesta che mettevano sul ‘chi va là’, era una cosa potente. Se avessi pubblicato i file avrei creato dei problemi a chi portava avanti le indagini, non era chiaro se fossero pubblicabili. Dopo essermi consultato con dei colleghi esperti di cronaca giudiziaria e un avvocato, ho scelto di rivolgermi alle forze dell’ordine. Se non lo avessi fatto, non so come sarebbe finita”.

Il giudice sottolinea l'importanza delle  "dichiarazioni rese da Pisto il 25 maggio 2023  e, soprattutto, la registrazione da questi effettuato dell’incontro avuto con Randazzo alla presenza di Corona e la copia dei file che Randazzo intendeva vendere e di cui Pisto, con uno stratagemma, era riuscito a fare una copia”. Nel corso di questo incontro, il giornalista era riuscito a fare una copia dei documenti ma “successivamente, resosi conto della riservatezza dei documenti” venne messo in contatto da un amico giornalista con alcuni “ufficiali della polizia giudiziaria della Squadra Mobile di Palermo”.

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