Continua il mistero del Boeing 777 in volo tra Malesia e Cina. Le nuove piste sono 4: una tragica lite tra pilota e copilota, l’abbattimento da parte di un missile, una protesta politica finita in dramma, o il sequestro a fini terroristici…
Le ricerche dell’aereo della Malaysia Airlines scomparso otto giorni fa “sono entrate in una nuova fase”. Lo ha detto il ministro dei Trasporti malese in una conferenza stampa a Kuala Lumpur, implicitamente ammettendo il fallimento delle operazioni portate avanti sinora. Al momento il velivolo viene cercato “in 11 paesi e nelle profondità dell’oceano”, ha precisato il ministro. L’annuncio dopo la svolta di ieri, quando le autorità malesi hanno fatto sapere che l’aereo fantasma è rimasto in volo per almeno sette ore dopo essere scomparso. Con i radar di bordo disattivati maualmente da “persone dotate di nozioni tecniche”.
Perché all’1,30 di notte l’aereo ha interrotto le comunicazioni ma i satelliti militari hanno captato un segnale alle 8,11 del mattino. Notizia che rafforza significativamente l’ipotesi del dirottamento. Ma i sospetti, nelle ultime ore, si concentrano soprattutto sui piloti. L’ultimo messaggio dal velilovolo della Malaysia Airlines alla torre di controllo – un rilassato “Buonanotte, qui tutto bene” – fu spedito qualche minuto dopo lo spegnimento manuale dei sistemi di comunicazione. Il particolare è stato rivelato oggi dalle autorità malaysiane durante una conferenza stampa.
Pilota e copilota non avevano chiesto di volare insieme. Il comandante Zagarie Ahmad Shah era un fanatico sostenitore di Anwar Ibrahim, leader dell’opposizione locale, condannato lo stesso giorno a 5 anni di reclusione per sodomia, vittima, secondo i suoi fedelissimi, di una campagna diffamatoria. Secondo il Mail on Sunday, venerdì 7 marzo il pilota ha assistito al processo poco prima di decollare dall’aeroporto. E la polizia sta esaminando un elaborato simulatore di volo che aveva allestito in casa uno dei piloti. Oltre a pilota, copilota e passeggeri, le indagini sulla scomparsa della Malaysia Airlines si stanno estendono al personale di terra, tecnici e ingegneri in contatto con il velivolo. Nessuna ipotesi sembra comunque ancora esclusa, le indagini sono ancora a 360 gradi e questo scatena le polemiche soprattutto in Cina (dove l’aereo era diretto). Dall’agenzia ufficiale Nuova Cina ai social network, tutti sottolineano che “le informazioni sono arrivate troppo tardi e le ricerche svolte finora sono state totalmente inutili”.

















