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Cronache

Era davvero un tipo strano Paul Anthony Ciancia, il 23enne originario del New Jersey che ha seminato il terrore all'aeroporto internazionale di Los Angeles,  sparando all'impazzata con un fucile d'assalto e uccidendo almeno una persona. Secondo quanto riferito in via riservata al quotidiano 'The Los Angeles Times' da fonti delle forze dell'ordine locali, parenti e amici del giovane sono stati concordi nell'affermare che Paul era affetto da tendenze suicide. Di sicuro, come confermato da appunti e opuscoli rinvenuti nella sua borsa, provava un forte "risentimento nei confronti del governo", e in particolare della Tsa, l'agenzia per la sicurezza nei trasporti creata all'indomani degli attentati dell'11 settembre 2001 a New York e a Washington. Diversi testimoni hanno raccontato che il killer si aggirava per lo scalo, puntando l'arma contro chiunque incontrasse e apostrofandolo con la domanda "Sei della Tsa?". Se l'interpellato rispondeva negativamente lui proseguiva, altrimenti apriva il fuoco. Cosi' ha trovato la morte un agente. Quando alla fine lo sparatore e' stato ferito e sopraffatto, gli hanno scoperto addosso piu' di un centinaio di proiettili residui. "Avrebbe potuto uccidere letteralmente tutti coloro che si trovavano nel terminal", ha commentato Eric Garcetti, sindaco della metropoli californiana.

Padre killer aeroporto L.A. avverti' polizia, non sta bene - Con un po' di fortuna, e magari una maggiore celerita' si sarebbe forse potuto evitare l'attacco di venerdì all'aeroporto di Los Angeles, dove il 23enne Paul Anthony Ciancia ha aperto il fuoco all'impazzata uccidendo un agente della Tsa, la Transporty Security Administration, ferendone un altro e provocando un drammatico fuggi fuggi durante il quale parecchie persone hanno riportato lesioni, almeno in un caso molto gravi. Prima che il giovane scatenasse la sua ira, al momento ancora inspiegabile, il padre aveva infatti contattato le forze dell'ordine, pregandole di individuare il figlio e di controllarne le condizioni, perche' temeva potesse succedere qualcosa di irreparabile: a riferirlo e' stato Allen Cummings, capo della polizia di Pennsville, cittadina del New Jersey situata una quarantina di chilometri a sud-ovest di Filadelfia, di cui il killer e' originario e dove la famiglia risiede tuttora. Secondo l'ufficiale, Ciancia senior era stato messo in allarme dalla lettura di un sms che Paul aveva inviato con il cellulare al fratello dalla California, dove si era trasferito circa un anno e mezzo fa. Cummings non ha rivelato il contenuto ne' il tenore del messaggio, ma ha raccontato che subito dopo essere stati avvertiti, lui e il suo vice hanno telefonato ai colleghi di Los Angeles girando loro la richiesta di verificare in quale stato si trovasse Ciancia. "Piu' tardi", ha proseguito, "loro mi hanno richiamato, e mi hanno detto che a casa non lo avevano trovato". L'aggressore, ferito a sua volta dai colleghi della vittima e attualmente ricoverato in ospedale, nel frattempo aveva infatti raggiunto l'aeroporto.

LA TRAGEDIA DI VENERDI' - Momenti di terrore al terminal 3 dell'aeroporto di Los Angeles che è stato pure evacuato (insieme al 2) a causa una sparatoria avvenuta attorno alle 9,30 locali (Le 17,30 in Italia), mentre molte rotte sono state bloccate con tanto di voli cancellati e il presidente Barak Obama informato attimo per attimo dell'accaduto.

Un agente della sicurezza dello scalo (Transporty Security Administration, Tsa) non ce l'ha fatta ed è morto. Preso il killer (era collega dell'agente) che aveva aperto il fuoco con un fucile (almeno una decina di colpi). Poi ci sono altri feriti tra cui un uomo portato via in barella. Centinaia di persone erano uscite dal Terminal correndo sulla pista, altre avevano cercato rifugio sotto le sedie.

Emergono testimonianze come quelle di Leon Saryan, che ha raccontato di aver visto un uomo, "abbastanza giovane" vestito di blu scuro, forse nero e con un fucile in mano, camminare attraverso il Terminal 3. L'uomo si è avvicinato e gli ha chiesto "Sei della TSA?" (Transporty Security Administration, ndr). "Ho fatto cenno di no con la testa e lui è passato oltre, ero paralizzato".

 
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