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Agrigento, esplode un vulcanello: muoiono due fratellini di 7 e 10 anni

Agrigento, due fratellini di 7 e 10 anni sono stati travolti dall’ondata di fango provocata dall’esplosione. Travolta tutta la famiglia

L’Ontake si risveglia: 30 escursionisti non danno segni di vita

Un’esplosione improvvisa, una colonna di fango che zampilla e schizza come se una bomba fosse caduta sul terreno, il terrore e le grida dei turisti. È questa la scena avvenuta verso le 12.30 nella riserva naturale di Macalube d’Aragona, in provincia di Agrigento, dove un cosiddetto vulcanello freddo è improvvisamente esploso eruttando gas e fango e coinvolgendo una famiglia di Joppolo Giancaxio. Una bambina di 7 anni e il fratellino di 10 (inizialmente dato per disperso) sono morti, un carabiniere è salvo. L’esplosione sarebbe avvenuta in una zona in cui è consentito il passaggio delle persone senza alcuna precauzione. Per le ricerche sono utilizzati anche cani soccorritori. Le forze dell’ordine stanno cercando di capire se vi siano altre persone disperse anche controllando le targhe delle auto che sono posteggiate nel parcheggio di accesso alla riserva.

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Il vulcano Ontake si è risvegliato nel Giappone centrale dopo sette anni di relativa quiete e ha colto di sorpresa 250 escursionisti impegnati a scalare una tra le mete naturali più popolari dell’autunno nipponico: incerto il bilancio, fatto di pù di 30 feriti gravi (di cui oltre 10 privi di conoscenza), di 7 o forse 11 dispersi e di una vittima, su cui è mancata in serata la conferma ufficiale. Un’eruzione esplosiva spettacolare di cenere e sassi, ripresa accidentalmente da una troupe della tv pubblica Nhk, avvenuta alle 11.53 locali, le ore 4.53 in Italia. Drammatico il racconto dei sopravvissuti: “Era difficile respirare e vedere oltre i 15 centimetri”, ha raccontato un uomo ancora ricoperto di cenere. Un altro, ai microfoni della Nhk, ha parlato di «un boato», di un pennacchio di cenere venuto giù come una valanga e di “massi che cadevano come proiettili”.