Abbattere un albero nel proprio giardino o intervenire sulle piante di un condominio potrebbe diventare più complesso a Milano. La Giunta comunale ha approvato una serie di modifiche al Regolamento d’uso e tutela del verde pubblico e privato, introducendo procedure più rigorose per tagli, potature e lavori nelle vicinanze delle alberature. Le nuove disposizioni, che dovranno essere approvate definitivamente dal Consiglio comunale prima di entrare in vigore, coinvolgeranno proprietari di immobili, amministratori condominiali, imprese e attività commerciali.
La revisione del testo, illustrata dall’assessora all’Ambiente e al Verde Elena Grandi, punta a rafforzare la protezione degli alberi e della biodiversità, ma introduce anche nuovi adempimenti per chi deve gestire gli spazi verdi. Dalle perizie obbligatorie alle sanzioni calcolate per ogni singola pianta, l’intervento dell’amministrazione modifica diversi aspetti della manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio arboreo cittadino.
Tagliare un albero, servirà la firma di un professionista
Una delle novità principali riguarda le richieste di abbattimento. La procedura semplificata, che in determinati casi permetteva al richiedente di presentare autonomamente una relazione, sarà eliminata. La documentazione tecnica dovrà essere sottoscritta da un professionista abilitato, come un agronomo, un forestale, un perito agrario o un agrotecnico.
Per proprietari e condomìni questo significherà dover ricorrere a una valutazione specialistica anche nei casi precedentemente gestiti attraverso modalità meno complesse. La rimozione degli alberi dovrà inoltre rispettare le prescrizioni sui periodi di riposo vegetativo e ottenere le necessarie autorizzazioni comunali, con procedure specifiche per gli interventi urgenti legati alla sicurezza.
Cambieranno anche le compensazioni richieste per gli abbattimenti autorizzati. Il valore di una pianta non sarà valutato esclusivamente in termini numerici, ma anche in base al contributo ambientale che garantisce al territorio. La sostituzione degli alberi rimossi dovrà quindi tenere conto della loro importanza ecologica, privilegiando, dove possibile, nuove piantumazioni nella stessa area.
Controlli sulle potature e documentazione fotografica
La revisione interessa anche gli interventi sulle chiome. Le potature dovranno essere adeguatamente motivate e documentate, nel rispetto degli standard tecnici e delle prescrizioni per la protezione della fauna. Particolare attenzione sarà riservata alla presenza di nidi, tane e altri rifugi di animali selvatici, che potranno condizionare le modalità e i tempi dei lavori.
Tra le novità previste figurano inoltre documentazione fotografica e attestazioni sulla corretta esecuzione degli interventi. L’obiettivo è contrastare potature eccessive o operazioni che possano compromettere la salute e la stabilità degli alberi.
Per chi gestisce giardini privati e aree condominiali sarà quindi importante verificare le nuove prescrizioni prima di programmare interventi sulle piante. Le procedure già previste dal regolamento vigente continueranno comunque ad applicarsi fino all’eventuale entrata in vigore delle modifiche.
Dehors, cantieri e multe: cosa cambia per le attività commerciali
Le nuove disposizioni interesseranno anche le imprese che operano nello spazio pubblico. Il testo introduce maggiori tutele per gli alberi presenti vicino a dehors, chioschi, strutture temporanee e impianti pubblicitari, prevedendo limitazioni alle installazioni che possano danneggiare le radici, il tronco o la chioma delle piante.
Nei cantieri e negli interventi di riqualificazione stradale dovranno essere valutate soluzioni per ridurre l’impermeabilizzazione del terreno e proteggere le alberature già presenti. È inoltre previsto un rafforzamento dei controlli contro lo sversamento di sostanze chimiche e oli nelle aree verdi.
Particolarmente significativo il cambiamento previsto per le sanzioni. In numerosi casi le multe potranno essere applicate per ogni albero interessato dalla violazione, anziché una sola volta per l’intervento complessivo. Questo comporterà conseguenze economiche più rilevanti quando i danni riguarderanno più piante, anche senza un aumento dell’importo previsto per la singola infrazione.
Dai palloncini ai prati fioriti, le novità nei parchi milanesi
La revisione comprende anche alcune regole destinate a modificare l’utilizzo degli spazi verdi cittadini. Tra le novità figurano restrizioni per coriandoli e palloncini di plastica o realizzati con materiali non biodegradabili, con l’obiettivo di limitare la dispersione dei rifiuti nell’ambiente.
Un altro intervento riguarda le aree a sfalcio ridotto e i prati fioriti, dove l’erba viene lasciata crescere più a lungo per favorire la biodiversità. Il nuovo regolamento ne rafforza la tutela, prevedendo limitazioni all’accesso degli animali domestici nelle aree specificamente individuate.
L’amministrazione punta così a integrare la manutenzione tradizionale dei parchi con una gestione maggiormente orientata alla protezione degli ecosistemi urbani. Le modifiche si inseriscono nel più ampio percorso avviato da Palazzo Marino per adattare il verde cittadino alle temperature elevate e agli eventi meteorologici estremi.
Coldiretti lancia l’allarme sul consumo di suolo
Il dibattito milanese si inserisce in un problema che interessa l’intero Paese. Secondo un’elaborazione di Coldiretti sui dati Istat, tra il 2000 e il 2020 la superficie agraria italiana si è ridotta di 2,7 milioni di ettari, passando da 18,8 a 16,1 milioni. L’associazione chiede una legge nazionale per contrastare la perdita dei terreni fertili, sottolineando come la cementificazione possa contribuire ad aggravare il rischio di allagamenti e frane.
A Milano, tuttavia, il nuovo regolamento pone anche una questione pratica: come conciliare la necessità di proteggere gli alberi con gli adempimenti richiesti a cittadini, condomìni e attività economiche. Le procedure più rigorose comporteranno una maggiore attenzione nella programmazione degli interventi, mentre l’effettiva applicazione delle disposizioni dipenderà anche dalle modalità con cui il Comune organizzerà autorizzazioni e controlli.
Il testo dovrà ancora ottenere l’approvazione definitiva del Consiglio comunale. Soltanto al termine dell’iter sarà possibile conoscere il quadro completo delle regole applicabili e le eventuali tempistiche di entrata in vigore.
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