
La produzione globale di vino è in costante declino. Mentre il consumo è in aumento. Questi due dati da soli spiegano l’allarme lanciato da tempo dagli addetti ai lavori e ora evidenziato in un rapporto dell’agenzia americana Morgan Stanley. In particolare gli analisti sottolineano che la produzione non è mai stata così bassa. Ancora più brutta la situazione per l’Europa: i paesi del Vecchio Continente stanno perdendo costantemente quote di mercato in favore di alcuni paesi emergenti che, al contrario, sono in grande crescita sia nella produzione sia nei consumi
IL RAPPORTO – La multinazionale finanziaria americana Morgan Stanley ha rilasciato un rapporto sul mercato mondiale del vino in cui si dice che da parecchi anni la produzione nel settore è molto inferiore alla domanda. Il deficit di produzione per il 2012 è definito “il più grave negli ultimi 40 anni”, con una domanda che ha superato l’offerta di circa 300 milioni di casse (una cassa di vino è di solito pari a 9 litri). Le cose dovrebbero comunque migliorare già a partire da quest’anno, ma il rapporto ha dato l’occasione di notare alcune tendenze nella produzione e nel consumo di vino mondiali.
Ma i produttori, circa un milione in tutto il mondo, ne producono globalmente 2,8 miliardi di casse l’anno. Secondo gli autori quindi in breve tempo “le giacenze si ridurrano, dato che i consumi attuali continuano ad essere soddisfatti solo grazie alle vendemmie passate”. La produzione totale – riporta la Bbc online – è diminuita del 10% l’anno scorso e del 25% rispetto al picco del 2004. Solo la produzione dei vigneti del “nuovo mondo” è in crescita, dagli Usa, all’Australia, Argentina, Cile, Sudafrica, Nuova Zelanda. I maggiori consumatori di vino si confermano i francesi, il 12% del totale, seguiti dagli americani con il 12%.
