Andremo in vacanza quest’estate? “In qualche modo sì, in qualche modo…”. Risponde così alla domanda di Affaritaliani.it il virologo Fabrizio Pregliasco. “E’ tutto ancora da scoprire e dipende da come si evolve questa fase, che ha freddato le attese rispetto a chi si aspettava una Fase 2, visto che in realtà si tratta di una Fase 1,5. Il rischio è che possa esserci una recrudescenza del contagio e lo capiremo tra non molto. Poi bisognerà vedere che tipo di mobilità interregionale ci sarà. Comunque credo che in qualche modo si potrà andare in vacanza”.
Per quanto riguarda il ritorno a scuola a settembre Pregliasco afferma: “Bisognerà attrezzarsi bene. I bambini non si sa esattamente quanto siano a rischio, ma c’è un mondo che va oltre i bambini fatto di insegnanti e personale spesso avanti con l’età. Per quanto riguarda poi la materna, dove il distanziamento sociale è di fatto impossibile, servirà attenzione per ridurre gli affollamenti. Sarà un lavoro non duro ma durissimo”, ammette il virologo.
Per chi sta lavorando in smart working o comunque da remoto (a casa) il virologo consiglia di “proseguire con questa modalità e se proprio fosse necessaria l’interconnessione organizzarsi per andare in ufficio due o tre volte la settimana e non sempre”. E i mezzi pubblici? “Anche qui non sarà facile e bisognerà lavorare per una riduzione della densità considerando però un aumento dell’operatività”.
Tempi lunghissimi infine per la partecipazione ad eventi sportivi e per le discoteche. “Lo sport gradualmente potrà riprendere, ma senza pubblico. Penso proprio che allo stadio, non solo di calcio, non si andrà prima del prossimo anno”. E le discoteche? “Peggio ancora, lì sono tutti attaccati e si suda molto. Tempi ancora più lunghi rispetto agli stadi”. E infine i viaggi all’estero, sia in Europa sia negli altri continenti. Da quando? “Difficile dirlo, dipenderà anche dagli altri Paesi. Temo non prima di settembre-ottobre”, conclude Pregliasco.


