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Cronache
annunziata

Politica e pallottole. Tra le stanze del potere si ha di nuovo paura. Come negli anni 70 e 80 ai tempi delle Brigate Rosse, delle bombe, degli agguati. L'attentato davanti a Palazzo Chigi, dove un disoccupato incensurato, perfettamente in grado di intendere, ha quasi ucciso un carabiniere nel tentativo di colpire un politico, ha riportato al centro dell'attenzione mediatica la violenza. E per una volta non quella nei confronti delle donne.

"Per venirne fuori "bisogna toccare il fondo. Ho molta paura. Forse aspettano che la gente scenda in piazza. Meglio sparare che suicidarsi". Il primo passo sarebbe "far scegliere ai cittadini chi vogliono che faccia le leggi".

GUARDA L'I-PERR VIDEOINTERVISTA DI ANGELO MARIA PERRINO A ERNESTO GISMONDI, PRESIDENTE DI ARTEMIDE

 

Da tutti i partiti sono arrivate le condanne al gesto di Preiti ma la paura rimane. Il terrore è che la disperazione, dovuta alla mancanza di lavoro, possa armare i più deboli, proprio come aveva fatto l'idelogia esasperata durante gli anni di piombo. Anche il Movimento Cinque Stelle ha condannato l'accaduto e Grillo ha sottolineato che i 5 Stelle non si riconoscono nella violenza. Eppure proprio sul Blog dell'ex comico sono comparsi post inquietanti che suggeriscono allo stesso Preiti di "prendere meglio la mira la prossima volta".

La polemica è anche approdata in televisione. Scatenata da una frase infelice pronunciata da Lucia Annunziata durante la trasmissione Piazza Pulita di Corrado Formigli. La direttrice dell'Huffington Post ha detto, riferendosi all'attentato, che l’accaduto era inquietante perché, per la prima volta, "un uomo evidentemente alterato forse anche dagli effetti della crisi, anziché comportarsi come normalmente ci si aspetta in questi casi – tentando il suicidio, andandosene via o ammazzando la moglie, ha maturato l’intenzione di sparare a dei politici". Ancora più sconcertante il silenzio di Formigli che non ha sentito il bisogno di intervenire e censurare la giornalista di sinistra.

Dopo aver ascoltato questa frase Luca Lo Presti, Presidente Fondazione Pangea Onlus, ha scritto un'accorata lettera ad Affaritaliani.it, dove esprime il suo sdegno. Sembrerebbe, in effetti, che ormai ammazzare la propria compagna sia diventato un fatto di ordinaria amministrazione. Molti lettori di Affari hanno scritto alla redazione per condannare la frase della giornalista. Anna per esempio scrive: "Ognuno assuma le proprie colpe e, in questo caso, chieda scusa della superficialità e delle gravità di tali aberranti affermazioni".

In un clima di odio come quello di questi giorni, non sembra strano che personaggi pubblici e imprenditori che esportano la bellezza del made in Italy all'estero, arrivino a incitare la gente a scendere in piazza e a sparare. Ernesto Gismondi, presidente e fondatore di Artemide, aveva detto, in una video-intervista del direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino che è "meglio sparare che suicidarsi", infrangendo così un tabù.


La frase di Lucia Annuziata a Piazza pulita ha scatenato la polemica. In redazione è arrivata una lettera di Luca Lo Presti, Presidente Pangea Onlus

Egregio dottor Formigli,

le scrivo in relazione alla puntata di ieri sera di Piazza Pulita e in merito a una considerazione fatta da Lucia Annunziata. Commentando il gesto criminale di sabato, la Annunziata sottolineava che l’accaduto fosse inquietante perché, per la prima volta, un uomo evidentemente alterato forse anche dagli effetti della crisi anziché comportarsi come normalmente ci si aspetta in questi casi – “tentando il suicidio, andandosene via o ammazzando la moglie” - avesse maturato l’intenzione di sparare a dei politici... CLICCA QUI PER LEGGERE LA LETTERA

I lettori di Affaritaliani.it continuano ad esprimere il loro sdegno.  Ecco un'altra lettera

Egr. Direttore,

a proposito della trasmissione Piazza Pulita del lunedì 29 u.s. e del "rilievo" del sig. Luca Lo Presti su Affaritaliani.it di oggi 01.5.2013, relativamente alla assurda ed infelice notazione della sig.ra Annunziata, in ordine al comportamento di una persona che, "esasperato dalla situazione attuale normalmente possa tentare il suicidio oppure ammazzare la moglie", é proprio necessario ed opportuno che si debba contestare e vivacemente al sig. Formigli (quale ideatore conduttore della trasmissione) agli inerti ospiti ed alla sig.ra Annunziata - ognuno nel Ruolo "appropriato e collocato" (sul punto trova ben spiegato il piazzamento della stampa italiana al 61° posto della lbertà di informazione), che, INVECE, non può essere normale uccidere la moglie, una donna per sfogarsi e "calmarsi" dall'esasperazione.

Né può essere normale che tutti tacciano e non zittiscano, sino alle "invettive verbali", la sig.ra Annunziata. Come é possibile che si continui sulla strada della deResponsabilità delle proprie Azioni e dei propri pensieri (se di pensiero intellettuale si può "definire" chi intenda sia la normalità - senza se ed esimenti di nessun genere - (in qualsiasi condizione) ammazzare una donna!)? Ognuno assuma le proprie colpe e, in questo caso, chieda scusa della superficialità e delle gravità di tali aberranti affermazioni. Si indichino, senza infingimenti, come stanno realmente i fatti e si riportino molte persone ai loro "più competenti ruoli".

Saluti Annanto.

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Nel giorno della festa del lavoro, la giovane Presidente della Camera dei deputati ha voluto fare un evidente riferimento alla sparatoria di domenica scorsa, davanti a Montecitorio, sostenendo che "L'emergenza lavoro" fa sì che "la vittima diventi carnefice come, purtroppo, e' successo nei giorni scorsi, davanti a Palazzo Chigi". La rappresentante del partito di Vendola ha poi auspicato dal nuovo governo Letta-Alfano "risposte tempestive all'emergenza delle emergenze". No, signora Boldrini, non ci siamo. Basta con questi giustificazionismi, analoghi a quelli ascoltati, l'altra sera, dalla giornalista di sinistra, Lucia Annunziata, nel corso del programma di Formigli "Piazza Pulita", su "La 7" !

Luigi Preiti non è affatto una vittima della società, nè dell'"infame inciucio" tra PD e PDL e neppure della grave crisi finanziaria. Le uniche vittime della sparatoria di domenica sono 2 umili ma coraggiosi servitori dello Stato, il bravo brigadiere dell'Arma dei Carabinieri, Giuseppe Giangrande, e il suo più giovane collega. Per calibrare meglio il suo discorso, gentile Presidente, Lei- che dispone di un ufficio-stampa pletorico, che le invidia persino il Presidente Obama- avrebbe dovuto dare un'occhiata all'articolo, che ha scritto stamane, sul "Corriere della Sera", Adriano Celentano :"Non esiste disagio che tenga per chi tenta di stecchire persone innocenti, come il carabiniere Giuseppe Giangrande. Il vero coraggio è difendere la sacralità della vita dei cittadini". Non so Lei, on.Boldrini, ma milioni di italiani, come Celentano e lo scrivente, non sono riusciti a trattenere le lacrime, quando in televisione è apparsa la figlia di Giangrande, Martina, che ha pronunciato parole dolci, prive di odio e struggenti.

E, dunque, in una fase cosi' delicata per la vita del militare ferito, uno dei più alti rappresentanti delle istituzioni non può, pubblicamente, mettere sullo stesso piano la vittima e lo spietato carnefice, un uomo disperato, distrutto dai suoi errori e dal gioco d'azzardo. Tra l'altro, il "gigante buono", come i giornali hanno definito Giangrande, rimasto vedovo da pochi mesi e con una figlia ancora giovane da mantenere, era impegnato nella raccolta delle firme a favore della riduzione degli stipendioni e degli sprechi della "Casta". Con i giustificazionismi, i perdonismi, gli ambigui "ragionamenti", di demitiana memoria, i buonismi nei confronti degli assassini e dei folli sparatori, i rappresentanti delle istituzioni non devono riecheggiare l'ambiguo slogan dell'epoca, tragica, del terrorismo eversivo e sanguinario :"Nè con lo Stato nè con le Brigate Rosse !". No, Boldrini, la società civile e anche quanti soffrono, ai parolai, rossi o neri, in momenti di tensione sociale e di emergenza finanziaria e politica, preferiscono ascoltare le frasi, chiare e sincere, di un cantautore, che conosce la gente e il disagio, quello autentico, come Celentano :"Preghiamo per il padre di Martina affinchè non rimanga paralizzato, ma guarisca presto". Una preghiera, che sarebbe bello fare in tanti, vero, signora Presidente?

Pietro Mancini

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