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Cronache
Ad Anagni "scoperte" 29 milioni di dosi. Astrazeneca, Ue-Uk: "Collaboriamo"

Caso Anagni, dosi AstraZeneca nascoste in uno stabilimento: "Destinate a Europa e Covax"

29 milioni di dosi di AstraZeneca conservate nei frigoriferi nello stabilimento di Catalent, ad Anagni, sono state trovate dopo un’ispezione richiesta dall’Ue e disposta da Mario Draghi. Sabato la Commissione Ue ha chiesto al presidente del consiglio di verificare alcuni lotti di vaccini presso lo stabilimento di produzione. Draghi ha subito informato il ministro della salute Speranza, che ha avviato un'ispezione, tenutasi tra sabato e domenica a opera dei Nas. 

La notizia è stata inizialmente riportata dal quotidiano La Stampa, secondo il quale la vicenda risalirebbe a inizio marzo, quando il commissario Thierry Breton ha visitato lo stabilimento di Leida, nei Paesi Bassi, gestito dalla Halix, che insieme a quello belga di Seneffe produce il farmaco sul territorio Ue per conto di Astrazeneca, mentre ad Anagni avviene l’infialamento. Ma poiché l’impianto olandese non ha ottenuto l’autorizzazione da parte dell’Agenzia europea del farmaco, le dosi che produce, non sarebbero potute essere consegnate ai Paesi Ue, per cui “è molto probabile che in una prima fase siano state spedite nel Regno Unito”, ha affermato il quotidiano. Sul perché lo stabilimento che le ha prodotte non è ancora stato autorizzato dall’Ema, il quotidiano ha riferito di sospetti da parte delle istituzioni Ue secondo i quali il ritardo da parte dell’azienda nel fornire dati e documenti necessari si connetterebbe a una strategia volta a garantire al Regno Unito una corsia preferenziale alle dosi.

Un funzionario Ue ha precisato che le dosi stoccate nello stabilimento in provincia di Frosinone “non sono destinate solo all’Europa, ma anche a Covax”, parte del programma internazionale nato per portare i vaccini ai paesi poveri o in via di sviluppo. “In Italia - spiega la fonte europea - c'è uno stabilimento ad Anagni” utilizzato “per infialare le dosi per diverse aziende” come “AstraZeneca e Johnson & Johnson”. “Nel numero totale di vaccini pronti per essere esportati - ha aggiunto il funzionario - ci sono quantitativi destinati sia all’Europa che a Covax”. 

"Dosi ad Anagni destinate al Belgio"

Dall'ispezione condotta dai Nas è emerso che i lotti ispezionati hanno destinazione Belgio. Tutti i lotti in uscita da Anagni - assicurano fonti ufficiali italiane- vengono controllati dai Nas.  

Il giallo Anagni nella stampa internazionale

La possibilità di un blocco delle dosi AstraZeneca in attesa di export nello stabilimento di Anagni è diventata tema centrale del dibattito europeo. Il sito del quotidiano britannico Financial Times ha aperto con la notizia, ricordando che si tratta di 29 milioni di dosi e che la notizia è stata confermata da  un alto funzionario francese: “La destinazione di quelle dosi deve essere chiarita”, riporta il Ft. In Francia, sia Le Monde che Le Figaro mettono la notizia in un taglio basso sulle loro home page e inseriscono le ispezioni ad Anagni nei rispettivi pezzi dedicati all'inasprimento delle regole di esportazione di vaccini contro il Covid prodotti su territorio Ue. “Questa notizia sembra una storia su un sequestro di droga. Ma è molto più spettacolare di qualsivoglia scoperta di stupefacenti e molto più scottante dal punto di vista politico”, così Handelsblatt, principale quotidiano economico della Germania, attacca il suo pezzo. Secondo il giornale, “la scoperta ha il potenziale di rendere molto più acuta la guerra commerciale intorno ai vaccini”, dato che le dosi in questioni sarebbero destinate alla Gran Bretagna.

AstraZeneca risponde: "Export pianificato solo in Paesi Covax"

"Non ci sono esportazioni attualmente pianificate se non verso i Paesi Covax. Ci sono 13 milioni di dosi di vaccino in attesa di inviare il rilascio del controllo qualità a Covax come parte del nostro impegno a fornire milioni di dosi ai paesi a basso reddito, il vaccino è stato prodotto al di fuori dell'Ue e portato nello stabilimento di Anagni per essere riempito in fiale. Così ha risposto AstraZeneca, respingendo quindi la ricostruzione de La Stampa sulla destinazione delle dosi in Uk.

Export vaccini: regole più stringenti dalla Commissione Europea

La Commissione europea ha annunciato nuove regole per il controllo dell'export di vaccini, ancora più stringenti di quelle di febbraio, che ampliano ulteriormente le possibilità di blocco delle esportazioni dei paesi membri. È dunque possibile che se i vaccini trovati ad Anagni risultassero davvero destinati al Regno Unito, come si leggeva nella notizia iniziale su La Stampa, saranno bloccati, cosa che non accadrebbe se invece fossero destinati al Covax, che rimane fuori dal meccanismo di controllo.

Draghi: "Lotti ad Anagni spediti in Belgio. La sorveglianza continua"

"Sabato sera ho ricevuto una telefonata dalla presidente della Commissione von der Leyen" che segnalava la presenza di lotti di vaccino AstraZeneca "che non tornavano nei conti della Commissione e che sarebbero stati" infialati ad Anagni, "mi si suggeriva di ordinare un'ispezione. La sera stessa ho chiesto al ministro Speranza di mandare i Nas. I lotti sono stati bloccati e oggi ne sono partiti due per il Belgio, diretti alla casamadre. Dove andranno non so, intanto la sorveglianza continua per i lotti rimanenti nello stabilimento di Anagni". Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nelle sue repliche alla Camera.

Vaccino, Ue-Uk: "Collaboriamo per una soluzione win-win"

"Stiamo tutti affrontando la stessa pandemia e la terza ondata rende la cooperazione tra l'Ue e il Regno Unito ancora più importante. Abbiamo discusso di cos'altro possiamo fare per garantire una relazione reciprocamente vantaggiosa tra il Regno Unito e l'Ue sul Covid-19". E' quanto si legge in una nota congiunta della Commissione europea e del Governo britannico. "Date le nostre interdipendenze, stiamo lavorando su misure specifiche che possiamo intraprendere - a breve, medio e lungo termine - per creare una situazione vantaggiosa per tutti ed espandere l'offerta di vaccini per tutti i nostri cittadini", sostengono i due esecutivi. "Alla fine, l'apertura e la cooperazione globale di tutti i Paesi saranno fondamentali per superare finalmente questa pandemia e garantire una migliore preparazione per affrontare le sfide future. Continueremo le nostre discussioni" conclude la nota. 

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