Ogni giorno che passa la situazione legata all’attentato ai danni di Sigfrido Ranucci si aggiungono tasselli. Per ora ci sono solo poche certezze sull’esplosione avvenuta davanti alla casa del conduttore di Report il 16 ottobre scorso, e riguardano gli esecutori. Sono state arrestate quattro persone il 24 giugno: per loro l’accusa è di essere appunto gli esecutori materiali dell’attentato al giornalista. Ma i pm temono ci sia anche altro e avrebbero inviduato in Valter Lavitola, il faccendiere, il mandante. Ma Lavitola e lo stesso Ranucci respingono questa ipotesi, sostenendo di essere “amici”.
Oggi, intanto, i magistrati – riporta Il Corriere della Sera – leggeranno il contenuto dei cellulari e altri supporti informatici del faccendiere. In parallelo gli stessi pm dovranno occuparsi dell’esposto di Ranucci che, attraverso il suo avvocato, ha fatto sapere di voler chiarezza su eventuali rivelazioni del segreto istruttorio ad opera di qualche quotidiano. Le molte interviste rilasciate da Valter Lavitola e Gomes Clesio Tavares (l’altro sospettato) negli ultimi giorni dicono più di tante intercettazioni. Si ipotizza anche l’uso di messaggi in codice, tutti ancora da decifrare. Una vicenda che ha ancora molti punti oscuri.

