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Urso chiama la Rai: “Subito la Vigilanza”, intanto Ranucci denuncia

Urso chiama la Rai: “Subito la Vigilanza”, intanto Ranucci denuncia

La vicenda legata all’attentato dello scorso ottobre (esplosione di ordigno) sotto casa del giornalista Sigfrido Ranucci, si arricchisce di nuovi capitoli che portano la vicenda dalla Procura al Governo. E mentre il Ministro delle Imprese e del Made in Italy chiede chiarimenti alla Rai, il conduttore passa all’attacco: sia il giornalista, sia la redazione di Report presentano denunce.

Il Caso Ranucci, dalla Procura alla Camera e al Senato

Il caso Sigfrido Ranucci esce dalle aule della Procura e approda ai vertici delle istituzioni. Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha rotto gli indugi e scritto ai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, chiedendo la rapida ricostituzione della Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai. Una seconda lettera è stata inviata all’Amministratore Delegato della Rai, Giampaolo Rossi, con una richiesta che non lascia spazio alle interpretazioni: il ministro intende garantire che il giornalismo d’inchiesta del servizio pubblico siano pienamente protetti da qualsiasi interferenza esterna. Tempistica che non appare casuale: la missiva è inviata mentre proseguono le indagini sull’attentato del 16 ottobre 2025 contro il conduttore di Report che nel frattempo minaccia querela e sporge denunce.

Urso: “Il giornalismo d’inchiesta va tutelato, ma anche reso impermeabile”

Urso chiama la Rai: “Subito la Vigilanza”, intanto Ranucci denuncia
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy chiede chiarezza alla Rai

Nella lettera indirizzata ai presidenti delle Camere, Urso definisce “urgente e improcrastinabile” rimettere la Commissione di Vigilanza nelle condizioni di esercitare pienamente le proprie funzioni. Il ministro sottolinea che la vicenda dimostra quanto sia necessario un organismo parlamentare pienamente operativo capace di vigilare sul rispetto del contratto di servizio della Rai, con particolare attenzione a un settore delicato come l’informazione investigativa. Nel messaggio inviato all’Ad della Rai, Urso richiama espressamente gli obblighi previsti dal contratto di servizio, che impongono un’informazione “affidabile, credibile e di alta qualità”, contrastando la disinformazione e valorizzando la tradizione del giornalismo d’inchiesta. La missiva chiede infine lumi sulle misure che l’azienda adotterà affinché i programmi di inchiesta siano “impermeabili” a influenze esterne

Ranucci denuncia: “Basta insinuazioni sul finto attentato”

Urso chiama la Rai: “Subito la Vigilanza”, intanto Ranucci denuncia

Parallelamente, si muove anche il fronte giudiziario. Attraverso il proprio legale, Roberto De Vita, Sigfrido Ranucci ha presentato a Roma denuncia e querela per diffamazione pluriaggravata e altri reati, dopo la diffusione di dichiarazioni, articoli, congetture e insinuazioni sul grave attentato di cui è stato vittima. Secondo la difesa, alcune ricostruzioni sembrano suggerire la tesi di un “finto attentato”, con conseguenze umane e professionali “di inaudita gravità”. Una seconda denuncia porta invece la firma dell’intera redazione di Report. In questo caso, “la denuncia non riguarda la pubblicazione da parte dei giornalisti, ma la rivelazione fatta da soggetti tenuti al segreto”. Secondo la difesa, la diffusione degli atti ha provocato grave pregiudizio alle investigazioni, aumentando anche i rischi per la sicurezza del giornalista e favorendo altresì una rappresentazione parziale e strumentale dei fatti.