Finalmente lo psicodramma nazionale si è concluso e il nostrano Hannibal Lecter è stato consegnato alle patrie fortezze. Nelle sembianze e nell’atteggiamento di Cesare Battisti,nella sua latitanza nella spettacolare rete di protezione internazionale c’è tutta la tragedia italica degli anni di piombo,un periodo di rimozione collettiva che ha interessato un’intera nazione,con sorprendenti complicità ancora tutte da analizzare.
Non è più cattivo o migliore di tanti altri delinquenti,ma è semplicemente più fortunato perchè iscritto all’internazionale al Caviale, la stessa che di fronte al bivio culturale,prima che politico:Stato o BR preferì l’equidistanza,come se il movimento e tutti i suoi addentellati meritassero qualche considerazione politica e programmatica.
Il nostro latitante infinito spara e molto,si dice,con efferatezza e indifferenza contro bersagli facili, inermi, e spesso di spalle alla faccia dell’eroica lotta armata, poi la solita danza dell’epoca, arresti, condanne fughe, latitanze, compiacenze e infine il tentativo di entrare in un oblio molto mediatico,con un’esposizione al rischio troppo sfacciata per essere soltanto spregiudicatezza o azzardo.
Battisti è l’uomo immagine della Doctrine Mitterand,che le President-Roi Socialiste promulgò anche per limitare i danni di un incendio che alla fine fu tale solo nel nostro paese, con una sequenza di cadaveri lunga,inutile e inspiegabile. Naturalmente non sono tempi di petizioni a favore della librazione del martire e qualcuno ha semplicemente storto il naso per l’eccessiva spettacolarizzazione della cattura,che si collega ad una parallela esposizione generale della politica e di tutti gli eventi che l’attraversano.
A parte Matteo Messina Denaro, prossimo catturando, il pesce era troppo grosso per non mostrarlo al popolo in delirio che non potendo gioire per le esecuzioni in piazza si accontenta del reo, circondato da poliziotti, e sirene spiegate e carceri di massima sicurezza. La tragedia italiana ha sempre un fondo farsesco e il delirio criminale di questo gentiluomo, viene analizzato per il ghigno fisso sulla faccia, per i brindisi sulla spiaggia, e per i possibili travestimenti, ma nessuno vuole vedere veramente che è l’immagine malconcia di un periodo tragico del paese.
Ovviamente anche i camerati non scherzavano,anche se prediligevano le bombe sui treni, in anni di deriva generale, di violenza diffusa, dove una intera generazione scelse di dar fuoco alla rabbia, perdendo il controllo, e senza ottenere il benché minimo risultato politico, culturale e sociologico.
Molti di questi residuati bellici invece di scappare hanno preferito sedersi nelle segreterie dei Sindaci e nei CDA di giornali e tivvù, assumendo il classico ruolo di grilli parlanti, e rinunciando al grilletto, e probabilmente la rete di connessione li tiene molto saldamente collegati, in un processo di generale auto-assoluzione collettiva,condivisa da molte istituzioni.
Per fortuna l’Italia è capace di digerire anche questo squallore spacciato per Ideologia, efferati omicidi di macellai,tabaccai ,guardie carcerarie,teorizzati come attacchi armati anticapitalisti,i vecchi guerriglieri l’hanno fatta franca,tranne lui,il giallista esule che ci ricorda di non dimenticare mai fino a che punto possa ridursi una democrazia.
Il rito del festeggiamento è liberatorio,apotropaico,come quando si brucia la vecchina per auspicare buoni raccolti, se il Ministro eccede è solo per recuperare tutto il tempo perduto in cui, decine di governi pur sapendo, hanno preferito girare la faccia da un’altra parte,quella solita,italiana dove non si corrono rischi.

