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Beatrice Venezi non si trattiene più, il messaggio sui social dopo il licenziamento dal Teatro Fenice

Così, dopo circa un mese e mezzo di silenzio sui social, la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi 

Beatrice Venezi non si trattiene più, il messaggio sui social dopo il licenziamento dal Teatro Fenice
Beatrice Venezi

Beatrice Venezi non si trattiene più, il messaggio sui social dopo il caso Fenice

“In queste settimane ho ricevuto migliaia di messaggi. Probabilmente non riuscirò a rispondere a tutti, ma desidero che sappiate che ho letto ogni parola con attenzione e gratitudine. Grazie a tutte le persone che mi hanno scritto. Grazie per l’affetto, il sostegno, la fiducia e le innumerevoli manifestazioni di vicinanza che mi hanno accompagnata in questi giorni”.

Così, dopo circa un mese e mezzo di silenzio sui social, la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi interviene indirettamente sulla vicenda legata all’annullamento, lo scorso 26 aprile, dell’incarico di direttrice musicale del Teatro La Fenice di Venezia, decisione seguita a un’intervista in cui aveva parlato di “posti tramandati di padre in figlio” all’interno dell’orchestra.

“Mi hanno particolarmente colpita i messaggi di tante donne che mi hanno raccontato di essersi riconosciute non soltanto in questi giorni, ma nel percorso di una vita costruita con studio, sacrificio, disciplina e passione. Molte mi hanno scritto dicendomi di aver visto nella mia esperienza qualcosa che parlava anche della loro – scrive Venezi in un post su Facebook – A tutte loro, e a chiunque abbia trovato nelle mie parole o nel mio percorso un motivo di incoraggiamento, voglio dire che continuerò ad andare avanti con la stessa determinazione che mi ha accompagnata fin dall’inizio. Continuerò a lavorare, a studiare e a difendere con serenità e convinzione i valori in cui credo. Porterò con me ogni vostro messaggio. Grazie per la fiducia, per l’affetto e per avermi ricordato, ancora una volta, quanto sia prezioso sentirsi parte di una comunità umana capace di ascoltare, comprendere e sostenere”.