Era già caduto nel 2000 l’aereo schiantatosi ieri in Belgio provocando la morte di tutte le 12 persone che si trovavano a bordo. L’apparecchio, che trasportava paracadutisti, era stato fino al 1984 di proprietà della società svizzera Ciba-Pilatus, poi fu utilizzato fra il 1985 e il 1989 per le operazioni della Croce Rossa in diverse zone del mondo, tra cui l’Angola; nel 1989 divenne proprietà di un centro paracadutista nelle Fiandre, il Paracentrum Oud-Turnhout. E il 12 marzo 2000 il velivolo si schiantò sul piccolo campo di aviazione di Moorsele, non lontano dalla città francese di Lille: l’elica del motore, riferisce La Libre Belgique, si staccò durante il volo a trenta metri da terra. In quel caso rimasero feriti il pilota e dieci passeggeri.
Il velivolo, denominato poi OO-FWJ, fu ricostruito e ribattezzato HB-FFP nel 2002; nel 2003 la società Pilatus Aircraft Flugzugwerke lo vendette alla Namur Air Promotion, che lo ha utilizzato senza alcun problema fino al tragico incidente di sabato nei pressi di Marchovelette, nella provincia belga di Namur. Il giornale ha aggiunto che, in 44 anni di esistenza, l’aereo aveva totalizzato oltre 11mila ore di volo.
Secondo quanto riferito dai media locali, il piccolo aereo ha perso quota immediatamente prima dello schianto. Al momento non sono chiare le cause dell’incidente. Questo tipo di aerei non dispone di scatola nera: gli investigatori analizzeranno i detriti, oltre a interrogare i testimoni e analizzare i registri della manutenzione. La Farnesina ha precisato che non risultano italiani coinvolti nella tragedia.

