Come uomini di oggi “abbiamo paura del definitivo”. Ma “per scegliere una vocazione, una vocazione qualsiasi, anche quelle vocazioni ‘di stato’, il matrimonio, la vita consacrata, il sacerdozio, si deve scegliere con una prospettiva del definitivo”. Lo ha detto Papa Francesco incontrando ieri sera nei Giardini Vaticani un gruppo di ragazzi della diocesi di Roma “in cammino vocazionale”. “Su questo aspetto del definitivo – ha aggiunto Francesco – credo che uno che ha piu’ sicura la sua strada definitiva e’ il Papa!”. “Perche’ il Papa? Dove finira’ il Papa?”, si e’ chiesto sorridendo. “Li’, in quella tomba, no?”, ha risposto indicando la Basilica di San Pietro nelle cui Grotte vengono sepolti i Papi.
“Il senso del definitivo – ha commentato il Papa spiegando cosi’ la sua allusione alla tomba – per noi e’ importante, perche’ stiamo vivendo una cultura del provvisorio: questo si’, ma per un tempo, e per un altro tempo. Ti sposi? Si’, si’, ma finche’ l’amore dura, poi ognuno a casa sua un’altra volta”. “Un ragazzo – ha raccontato il Pontefice – un giovane, un professionista giovane, gli ha detto: ‘Io vorrei diventare prete, ma soltanto per dieci anni’. E’ cosi’, e’ il provvisorio: una parte della cultura che a noi tocca vivere in questo tempo, ma dobbiamo viverla, e vincerla”.

