La escort Patrizia D’Addario, che denunciò l’esistenza di festini nelle case di Berlusconi, ha querelato per diffamazione l’ex procuratore di Bari Antonio Laudati. La vicenda è legata a notizie, pubblicate da Panorama nel 2010, sull’indagine (inesistente) su un complotto contro Berlusconi per il quale D’Addario sarebbe stata utilizzata e pagata per far scoppiare lo scandalo.
Alla base della querela due colloqui registrati dai cronisti in cui Laudati avrebbe definito D’Addario una ‘ricattatrice’. Agli atti si ritrovano infatti dialoghi inediti tra pm e giornalisti. “Il procuratore avrebbe parlato dell’esistenza di un’indagine a Bari in cui si ipotizzava il reato di associazione a delinquere finalizzato alla distorsione di notizie giudiziarie per finalità di lotta politica”, si legge nella querela depositata dal legale Fabio Campese per conto della D’Addario. Insomma, Laudati avrebbe costruito una teoria secondo la quale c’era un complotto ai danni di Berlusconi.
Dell’intricata vicenda si occuperà la procura di Lecce, che ha già fatto rinviare a giudizio Laudati per abuso d’ufficio per l’accusa di aver rallentato l’inchiesta escort e di aver favorito Tarantini e Berlusconi a eludere le indagini.






