
Nel motivare il trattamento sanzionatorio a Silvio Berlusconi, condannato in appello per frode fiscale a 4 anni di carcere e 5 di interdizione, i giudici della Corte d’Appello spiegano che l’ex premier ha dato vita, insieme agli altri imputati, a una “operazione illecita organizzata e portata a termine costituendo società e conti esteri a ciò dedicati, un sistema portato avanti per molti anni. Parallelo all’ordinaria gestione delle società del gruppo. Sfruttando complicità interne (ed esterne a esso). Proseguito nonostante i ruoli pubblici assunti. E condotto in posizione di assoluto vertice”
“La motivazione della Corte di Cassazione in merito alla richiesta di spostamento del processo a Brescia non appare in alcun modo condivisibile e i successivi accadimenti, in particolare la decisione assunta dalla Corte di Appello di Milano, dimostrano la fondatezza delle ragioni del presidente Berlusconi”. E’ quanto dichiarano in una nota Niccolo’ Ghedini e Piero Longo, parlamentari Pdl e legali di Silvio Berlusconi.
A proposito della sentenza della Corte di Appello di Milano “si deve sottolineare come nella motivazione depositata quest’oggi le argomentazioni utilizzate siano del tutto erronee e sconnesse rispetto alla realta’ fattuale e processuale”. Lo affermano, in una nota, Niccolo’ Ghedini e Piero Longo,legali di Silvio Berlusconi e annunciano ricorso. “Saranno oggetto di impugnazione nella certezza di una ben diversa decisione nel prosieguo del processo che riconoscera’ l’insussistenza del fatto e l’estraneita’ del presidente Berlusconi”, scrivono.
BERLUSCONI, NON HO CONTI ESTERI NE’ HO FRODATO FISCO – “Le motivazioni della sentenza della Corte di Appello di Milano nella vicenda” Mediaset “sono davvero surreali”, afferma Silvio Berlusocni in una nota, nel giorno in cui sono state depositate le motivazioni della sentenza d’Appello, che ha confermato la condanna comminata a Berlusconi in primo grado. “Mai ho avuto conti all’estero come risulta indiscutibilmente dagli atti – precisa l’ex premier – Mai neppure un centesimo delle asserite violazioni fiscali mi e’ pervenuto cosi’ come parimenti risulta dagli atti. Tutti i proventi dei diritti sono rimasti in capo alle aziende di terzi che li commercializzavano”, assicura Berlusconi. “Vi e’ di contro la prova conclamata che alcuni dirigenti infedeli di Mediaset hanno ricevuto svariati milioni di euro per comperare tali diritti – sottolinea il Cavaliere – E’ ovvio che mai un imprenditore avrebbe potuto tollerare che i suoi dirigenti fossero pagati da fornitori per agevolare gli acquisti nella propria azienda. Se vi e’ ancora un barlume di buonsenso sull’applicazione del diritto e sulla valutazione del fatto questa sentenza non potra’ che essere posta nel nulla riconoscendosi la mia assoluta innocenza”, conclude Berlusconi.

