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Bimbo trapiantato, spunta un nuovo cuore: oggi il verdetto dei medici
Un nuovo cuore potrebbe essere destinato al piccolo Domenico. Oggi la riunione del team nazionale: percentuali di successo bassissime, ma la famiglia dice sì

È una giornata decisiva per il bambino di 2 anni e 3 mesi ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli dopo il fallimento del primo trapianto, il caso del cuore definito “bruciato” che ha scosso l’opinione pubblica.
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Nella serata di ieri la famiglia viene chiamata d’urgenza: “C’è un cuore compatibile”. La speranza, però, dura poche ore. Emergono dubbi sulla compatibilità, sul gruppo sanguigno, sulle priorità di altri bambini in lista d’attesa. Un dietrofront che lascia tutti sospesi.
Secondo quanto riferito dall’avvocato della famiglia, il cuore potrebbe non essere ancora espiantato, ma mantenuto in circolazione extracorporea, evitando l’ischemia fredda e consentendo di prendere tempo fino a oggi. Una possibilità tecnica rara, ma teoricamente praticabile.
Questa mattina è atteso un team di esperti provenienti da tutta Italia, chiamato a valutare fattibilità, compatibilità e rischi. L’operazione, se autorizzata, verrebbe eseguita dallo stesso chirurgo che aveva già operato il bambino: uno dei pochissimi disponibili ad affrontare un intervento con solo il 10% di possibilità di riuscita.
La famiglia, colpita dalla sincerità dei medici, ha accettato: “Abbiamo visto verità nei loro occhi”.
Le condizioni del piccolo restano gravissime ma stazionarie, un elemento che potrebbe consentire l’intervento.
Intanto prosegue l’indagine per chiarire cosa non abbia funzionato nella catena trapiantologica. Ma oggi tutto si ferma davanti a una sola domanda: tentare ancora o no?
