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Piazza Affari chiude col botto (+3,69%) grazie a Draghi. Accantonati i timori per la Grecia. Ipotesi Santander per Mps

Piazza Affari centra con decisione il rimbalzo e, dopo tre ribassi consecutivi, chiude la seduta in forte rialzo: il Ftse Mib segna sul finale +3,69% a 18.791 punti e l’All Share +3,39% a 19.924 punti. Milano, tra le migliori in Europa, ha accelerato dopo l’avvio positivo di Wall Street per poi salire sui massimi grazie alle parole del governatore della Bce, Mario Draghi che ha ripetuto che tra le misure non convenzionali studiate dalla bance centrale c’e’ anche l’acquisto di titoli di stato.

Accantonate, quindi, le preoccupazioni sul futuro greco, maglia rosa a Piazza Affari, con l’indice Ftse Mib che guadagna il 3,69% a 18.791,83 punti. Il Dax di Francoforte avanza del 3,36% a 9.837,61 punti, il Cac 40 di Parigi cresce del 3,59% a 4.260,19 punti, l’Ftse 100 di Londra segna +2,34% a 6.569,96 punti, l’Ibex di Madrid sale del 2,37% a 10.125,8 punti. Atene soffre ancora per le incertezze politiche e perde l’1,84%. Prosegue intanto il calo dell’euro sceso sotto quota 1,18 dollari per la prima volta da nove anni. A causare tale dinamica, l’ingresso ‘ufficiale’ in deflazione dell’Eurozona che rafforza l’aspettativa di un quantitative easing da parte della Bce e indebolisce la moneta europea.

A proposito di prezzi al consumo, l’Ocse conferma la tendenza: a novembre il tasso di inflazione nell’area Ocse rallenta all’1,5% su base annuale, dall’1,7% di ottobre, frenata dal calo del 2,1% dei prezzi dell’energia. Giu’ anche l’inflazione ‘core’, depurata dai prezzi di energia e cibo, che si colloca all’1,7% dall’1,8% di ottobre. La crescita tendenziale dei prezzi al consumo piu’ bassa dell’area si registra in Italia, con un incremento pari allo 0,2% che arriva dopo il +0,1% d ottobre, preduto da due arretramenti (-0,1% di agosto e -0,2% di settembre). Il tasso di inflazione annuale nell’Eurozona frena allo 0,3% dallo 0,4% di ottobre (l’inflazione ‘core’ e’ stabile allo 0,7%). Tra le altri grandi economie dell’area euro, i prezzi al consumo sono calati in Germania (dallo 0,8% allo 0,6%) e in Francia (da +0,5% a +0,3%), penultima in classifica davanti all’Italia. Il prezzo del petrolio infine si stabilizza, dopo un inaspettato calo delle riserve settimanali Usa. Sui mercati asiatici i future sul Wti Light crude avanzano di 7 cent a 48,72 dollari, dopo essere sceso ieri sotto quota 47. I future sul Brent cedono 14 cent a 51,01 dollari, dopp essere sceso ieri sotto quota 50 dollari.

Sul listino volano le banche, guidate dal balzo a due cifre di Mps; brillanti anche gli energetici, bene industriali e lusso. Sono le banche a segnare il rimbalzo piu’ evidente, dopo le sedute difficili di inizio anno: Mps scatta a +12,39%, sostenuta dalle speculazioni legate all’aumento di capitale annunciato dalla spagnola Santander. Bene Intesa Sanpaolo (+5,52%) e Unicredit (+4,82%); tra le popolari, Bpm termina a +4,12%, Banco Popolare a +5,13% e Ubi a +4,25%. Su Mediobanca (+4,86%); Mediolanum (+2,73%) si accoda ai rialzi senza risentire dell’impugnazione da parte dei legali di Silvio Berlusconi del provvedimento con cui Bankitalia aveva imposto la discesa di Fininvest. Bene Generali (+3,26%). Rimbalzano anche i titoli dell’energia: Enel segna +4,53%, Eni +3,89%, Saipem +2,1%, A2a +4,49%. Tra gli industriali, ancora positiva Fca (+2,73%); su Finmeccanica (+5,09%) anche grazie alle nuove commesse annunciate ieri, bene Prysmian (+3,03%), promossa a ‘buy’ da Natixis. La promozione a ‘buy’ incassata da Nomura ha messo le ali, sin dall’avvio, a Campari (+4,12%); brillante anche Autogrill (+4,61%). Nel lusso, bene Luxottica (+2,47%) mentre Yoox cede l’1,97%. Telecom termina la giornata in rialzo del 2,82% e Mediaset del 3,53%. Fuori dal Ftse Mib continua la corsa di Carige, che guadagna oggi l’8,25% approfittando del rimbalzo delle banche e delle voci sui nuovi soci in arrivo.