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Giocatore di calcio decapitato. Testa recapitata alla moglie

 

 

pallone da calcio

La realtà diventa peggiore di un film horror in Brasile dove un ex calciatore di 35 anni João Rodrigo Silva Santo è stato ucciso e decapitato. La testa consegnata alla moglie. Dopo il caso della follia nel Maranhao, quando una partita amatoriale si trasformò in cronaca nera (con l’uccisione di un giocatore da parte di un arbitro, poi decapitato dai familiari della vittima), arriva dai sobborghi di Rio un nuovo caso di violenza brutale. E’ successo a Realengo, zona Ovest di Rio de Janeiro: João Rodrigo Silva Santo, 35 anni, un passato da calciatore professionista al Bangu,nel Madureira, nel Botafogo ma anche in Svezia e Honduras, è stato ucciso per motivi ancora tutti da accertare.

LA RICOSTRUZIONE – L’uomo era sparito dopo essere uscito dal lavoro. La moglie, una poliziotta dell’Esercito lo attendeva da ore. Alle 5.30 del mattino la signora Geisha Silva sente un rumore nel cortile: trova uno zaino davanti alla porta, lo apre e fa la macabra scoperta: dentro c’è la testa del marito, a cui sono stati cavati gli occhi e tagliata la lingua. Al momento, non è chiaro il movente del delitto: di sicuro il calcio pare non centrare, in famiglia assicurano che né il giocatore né la moglie avevano nemici, e le autorità indagano su ogni fronte, compreso quello del furto d’auto Le indagini sono in corso e dovranno chiarire molti aspetti. Di sicuro c’è che l’allarme violenza è alto, e che recentemente il cartello della droga Primeiro Comando da Capital, di San Paolo, ha promesso una “Coppa del mondo del terrore”.