L’ondata di caldo che sta interessando l’Italia non accenna ad attenuarsi. Secondo il bollettino del Ministero della Salute sulle ondate di calore, anche oggi, martedì 4 e mercoledì 5 agosto saranno 25 le città contrassegnate dal bollino rosso, il livello massimo di allerta che segnala condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute non solo delle persone più fragili, ma anche di quelle sane e attive. La situazione interesserà quasi tutto il Paese, con temperature che in molte aree potranno raggiungere i 40 gradi. Le uniche eccezioni saranno Messina e Reggio Calabria, che oggi restano in bollino giallo e domani passeranno all’arancione, livello che indica comunque un rischio per la salute delle fasce più vulnerabili della popolazione. Il Ministero ricorda che la persistenza dell’ondata di calore aumenta progressivamente gli effetti sulla salute, rendendo particolarmente importante adottare misure di prevenzione e limitare l’esposizione nelle ore più calde della giornata.
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L’emergenza climatica non riguarda però soltanto il caldo estremo. Secondo un’analisi del Financial Times, gli incendi boschivi e le ondate di calore che stanno colpendo Francia, Spagna e altri Paesi europei hanno già causato nel 2026 danni economici superiori a 3 miliardi di euro, una cifra che supera le stime medie annuali della Commissione europea per l’intera Unione. Nei primi due mesi della stagione degli incendi sono andati in fumo quasi 500 mila ettari di territorio. Il quotidiano britannico stima un costo di circa 3,1 miliardi di euro limitatamente ai cinque Paesi dell’Eurozona più colpiti – tra cui Portogallo, Grecia e Romania – calcolando le risorse necessarie per il ripristino delle aree devastate dalle fiamme. Si tratta di una valutazione che considera il cosiddetto “costo di restauro” e che, secondo il giornale, rappresenta soltanto una parte dell’impatto economico complessivo.
Il conto finale, infatti, è destinato a crescere. Oltre ai danni ambientali, restano da quantificare quelli subiti da famiglie e imprese, le perdite del comparto turistico nel pieno della stagione estiva, i danni alle colture agricole e gli effetti indiretti, come l’aumento dei premi assicurativi, la riduzione della copertura assicurativa nelle aree più esposte e i maggiori investimenti necessari per la prevenzione degli incendi. Alle conseguenze dei roghi si aggiungono inoltre quelle della siccità, che sta abbassando i livelli di grandi fiumi europei come Reno e Danubio, con ripercussioni sulla navigazione commerciale, sulla logistica e sulla produzione industriale. Un quadro che conferma come le ondate di calore e gli eventi estremi stiano producendo un impatto crescente non solo sul piano sanitario e ambientale, ma anche su quello economico.

