
“Pongo al Parlamento un interrogativo: se esso ritenga di prendere in considerazione la necessità di un provvedimento di clemenza,di indulto,di amnistia”. E’ l’invito del presidente della Repubblica nel suo intervento durante la visita al carcere di Poggioreale. Giorgio Napolitano annuncia di aver pronto sul tema un messaggio alle Camere che non ha ancora inoltrato in attesa di “un momento di maggiore serenità politica affinché venga letto e meditato con tutto lo sforzo e il coraggio”.
“Abbiamo un obbligo giuridico come ci impone la corte di Strasburgo per dare una risposta soddisfacente all’affollamento delle carceri“, ha detto il capo dello Stato. “Per questo pongo al Parlamento anche l’interrogativo se esso non ritenga di prendere in considerazione la necessità di un provvedimento di clemenza, di indulto e di amnistia. E’ un provvedimento che non può prendere d’autorità il presidente della Repubblica che non ne ha i poteri, che non può prendere il governo da solo e che ha bisogno di un consenso molto ampio delle Camere, forse troppo ampio secondo quanto stabilito”.
L’annuncio del presidente della Repubblica non piace al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. “Napolitano, con grande tempismo e sotto il ricatto del Pdl, prepara appello alle Camere per un provvedimento di clemenza nei confronti dei carcerati – scrivono i deputati grillini -. Così Berlusconi sarebbe salvo e l’Italia eviterebbe di pagare le multe all’Europa per le indegne condizioni delle nostre carceri”.
Toni diversi dagli esponenti del Pdl con Fabrizio Cicchitto che sottolinea come “Napolitano ha detto cose condivisibili per ciò che riguarda una grande riforma della giustizia, da sempre boicottata dall’associazione nazionale dei magistrati, e anche poi l’amnistia e l’indulto”. Più cauta Donatella Ferranti. “Il terreno su cui intervenire con urgenza, come bene dice il ministro Cancellieri, è quello della durata dei processi e del sovraffollamento carcerario, e il Pd su questi temi – assicura la presidente della commissione Giustizia della Camera – è pronto già da tempo al confronto”. Ma “deve essere chiaro che tutto ciò – avverte Ferranti – non ha nulla a che fare con improponibili amnistie o indulti pro Berlusconi. Il Pdl la smetta di strumentalizzare le sollecitazioni del capo dello Stato motivate dalla drammatica condizione in cui si vive nelle nostre carceri”.
