A- A+
Cronache

 

di Fabio Frabetti

Da un anno e mezzo gira il mondo portando con se un solo zaino e senza aver messo piede su un aereo. Copre le distanze con mezzi di fortuna e si è totalmente abbandonato ad una vita libera e nomade rifiutando quel modello di esistenza che lo voleva seduto nell'ufficio dell'azienda di pannelli fotovoltaici per la quale lavorava. Un addio a giornate spesso troppo uguali e ai ritmi di vita troppo consumistica che fa perdere la propria identità. Carlo Taglia, torinese di 27 anni, ha così lasciato lavoro e famiglia per girare l'intero globo. È già stato nei luoghi più disparati: Nepal, Sri Lanka, Thailandia, Africa, America Latina, Cina. Nessun luogo per lui è troppo lontano. Viaggia su autobus o traghetti sgangherati o con altri mezzi trovati per caso sulla sua strada. Quando riesce a collegarsi ad Internet racconta nel suo blog e su Facebook ogni dettaglio della sua avventura. Mentre sta cercando di raggiungere la Russia per poi andare a Pechino riusciamo a metterci in contatto con lui. E dalle sue parole esce tutto l'anelito di un catalogo immenso di umanità che è riuscito ad incontrare fin qui. Un catalogo che per chiunque altro sarebbe difficile da mettere insieme in una sola vita.

Sei ormai in viaggio da molti mesi che bilancio fai dei tanti paesi visitati?

«Sinceramente sapevo che sarebbe stata un esperienza stupenda perché sono tanti anni che viaggio, ma non potevo immaginare qualcosa di così speciale. Sono partito con un grande sogno chiamato “giro del mondo senza aerei” ma lungo il cammino trovato qualcosa di ancora più straordinario che una mente umana non può neanche concepire finché non lo prova. Vada come vada, anche se non riuscirò a realizzare il sogno per cui sono partito, questa è stata un esperienza per cui è valso vivere e che porterò nella mia anima per sempre».

Tornando all'inizio, cosa ti ha spinto davvero a lasciare il tuo lavoro e partire così all'avventura?

«I motivi per fare una scelta del genere sono parecchi. Credo che viaggiare sia una delle migliori esperienze umane che ti permette di arricchire la tua anima rapidamente. Questi sono gli anni migliori della mia vita in cui ho un energia straordinaria ed ho deciso di utilizzarli in qualcosa che potesse darmi il massimo. Inoltre a vivere una vita schematica e materialista come quella occidentale provavo un forte malessere».

Con quali soldi riesci a spostarti, dormire, mangiare, collegarti ad internet?

«Oltre a soldi da parte ho trovato varie vie per lavorare in viaggio. Ho scritto articoli per Greenews.info sulla situazione ecosostenibile dei paesi che visitavo. Ho trovato un modo per proseguire una parte del lavoro che facevo con il fotovoltaico in Italia per conto mio. Ho lavorato in un ostello in Argentina».

Se dovessi citare i tre momenti più belli vissuti fino ad adesso quali citeresti? Ed il più brutto?

«E’ davvero difficile scegliere tre momenti più belli vissuti fino a dora perché ne ho avuti così tanti e così diversi tra loro che per me sono stati tutti stupendi. Ma non potrò mai scordare la intensissima emozione provata a raggiungere la vetta del vulcano peruviano Misti (6000 metri) in solitaria dopo che gli altri miei cinque compagni hanno abbandonato lungo il cammino. Oppure quando ho raggiunto Ushuaia, la città più meridionale del mondo, via terra dopo essere sbarcato nel punto più settentrionale del Sud America. Infine quando sono riuscito a salire sul mercantile che dalla Corea del Sud mi avrebbe trasportato in Colombia. Il più brutto quando ho contratto la malaria in una guesthouse cinese dove non parlavano inglese e non si interessavano del mio malessere. Così solo e senza avere idea di dove fosse sono dovuto uscire in strada con la febbre a 40 alla ricerca di un ospedale in una cittadina del Laos».

Ti sei mai sentito solo?

«In quel momento in cui ho contratto la malaria si, ma per il resto amo stare da solo».

La persona più speciale incontrata?

«Anche qua è difficile sceglierne una perché ho incontrato un infinità di persone straordinarie che mi hanno insegnato e trasmesso tanto. Ma per come son fatto io lo sciamano che mi ha ospitato una settimana in Colombia è stata di una cultura così differente dalla mia che è stata un'esperienza unica ascoltarlo e condividere le mie idee con lui».

Sei rimasto in contatto con i tuoi familiari, cosa ne pensano di questo tuo viaggio?

«Amo la mia famiglia e sono in contatto con loro. Per quel che sappia io penso che apprezzino la mia esperienza e che abbiano capito che sono felice».

Viviamo nella società dei consumi, della frenesia, ci viene inculcato fin dalla nascita l'assoluta indispensabilità di cose che poi in fondo e in fine non lo sono davvero. Forse questo tuo viaggio rappresenta proprio questo?

«Si è così, il viaggio è la mia cura alla contaminazione materialista e consumista che mi ha trasmesso la cultura occidentale in cui sono cresciuto. Trascura la salute psicofisica dell’essere umano quindi sono partito per cercare valori più umani e per ritrovare stimoli nella vita. Ma soprattutto per ritrovare me stesso e spogliarmi delle malsane abitudini che avevo ereditato dalla società».

Come proseguirà questa tua impresa? Tra 10 anni ti vedi ancora così in viaggio?

«Questo viaggio terminerà quando completerò il giro del mondo senza aerei. Tornerò a casa per scrivere un libro su questa esperienza ma poi sicuramente ripartirò alla ricerca di nuove avventure da raccontare. Credo vivrò sempre in viaggio. Sento uno spirito nomade e che attraverso il movimento raggiungo uno stato mentale stupendo in armonia con la gente e la natura. Il mio destino è tornare alle origini quando l’uomo era nomade».

Quali doti interiori occorrono per poter lasciare tutto e partire come hai fatto tu? Consiglieresti ad altri giovani la stessa esperienza?

«Beh credo una grande determinazione ed un buon spirito di adattamento siano indispensabili se ci si ferma alla prime difficoltà. A parte questo chiunque può farlo, certo che per un uomo un esperienza come la mia è più semplice ma ho incontrato tante donne viaggiatrici solitarie in tutti i continenti. Certo che consiglierei ad altri giovani di fare un esperienza di viaggio simile ed è proprio quello che cerco di fare attraverso i miei scritti sul blog e su facebook. Spero di essere di ispirazione e di creare un tipo di informazione alternativa a quella dei quotidiani che si occupano più di tematiche di cronaca nera. Voglio mandare una messaggio positivo perché credo che in un momento difficile come questo ce ne sia parecchio bisogno».

Per seguire l'impresa di Carlo Taglia è attivo la pagina Facebook https://www.facebook.com/Girovagandoilmondo  e il blog http://karl-girovagando.blogspot.com.br

Tags:
carlo tagliatorinomoto

i più visti




casa, immobiliare
motori
Si rubano circa 70 motoveicoli al giorno in Italia

Si rubano circa 70 motoveicoli al giorno in Italia


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.