Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Cancellieri: “Solidale con la famiglia Cucchi”

Cancellieri: “Solidale con la famiglia Cucchi”

 

Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri e’ “donna delle istituzioni” e quindi rispetta le sentenze e “non entra nei giudizi dell’operato” della magistratura. Ma, come ha detto a Lussemburgo dove ha partecipato al Consiglio dei ministri Ue, alla sorella di Stefano Cucchi che ha parlato di fallimento della giustizia “posso solo esprimere una grandissima solidarieta’, questo si’: sono consapevole che quel dolore e’ un dolore che nessuno ha lenito”.

“Non posso, non mi appartiene, dare giudizi” sull’operato della magistratura, ha detto ancora Cancellieri. “Sono donna delle istituzioni e quindi chiaramente non posso che portare rispetto a tutta l’attivita’ che fa la magistratura: e per il rispetto che porto, accetto le sentenze e non entro nei giudizi del loro operato”. – Ma Annamaria Cancellieri ha voluto esprimere la sua “grandissima solidarieta’ e grandissima partecipazione” per il dolore della famiglia di Stefano Cucchi, perche’ si rende conto “del dolore della persona, della sofferenza per un ragazzo morto”. Ieri, la corte d’Assise di Roma ha assolto gli agenti di polizia penitenziaria e gli infermieri dell’ospedale Pertini, condannando solo i medici per la morte in ospedale del ragazzo, dopo che era stato arrestato e picchiato.

ILARIA CUCCHI: “Mi sono chiesta piu’ volte se ho fatto bene a chiedere giustizia perche’ ho sottoposto mio fratello a un processo: il processo e’ stato rivolto a Stefano”. Cosi’ si e’ espressa la sorella di Stefano Cucchi, Ilaria, nel corso di una conferenza stampa tenuta al Senato con l’avvocato e con Luigi Manconi. I medici condannati ieri per la morte di Stefano Cucchi “dovranno fare i conti con la loro coscienza”. I medici hanno “una responsabilita’ gravissima: avrebbero potuto salvare mio fratello ma si sono voltati dall’altra parte, lo hanno lasciato morire. Non sono piu’ degni di indossare un camice”. “Gli agenti di polizia penitenziaria affermano sui giornali di essere brave persone, che non fanno certe cose, che il pestaggio non c’e’ stato, ma io ricordo le conversazioni telefoniche di uno degli imputati, quando gia’ si sapeva che mio fratello era morto: diceva ‘era un tossico di merda’. E in un’altra dichiarazione affermava ‘a volte scappa un calcio’”. Ha continuato Ilaria Cucchi e poi ha aggiunto: “Ieri abbiamo visto i gesti terribili di familiari e amici di quelli che sono stati assolti – ha riferito – Per noi e’ stata una scena terribile, noi piangevamo”.