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Cronache
Caso Tiziana Cantone, un suo video privato torna visibile via web

Caso Tiziana Cantone, per la seconda volta un suo video privato torna a essere visibile in rete, ecco perché

Si è riaperta la dolorosa ferita che affligge la mamma e i parenti di Tiziana Cantone, la 33enne che si è suicidata il 16 settembre del 2016, a causa della pubblicazione on line di uno dei suoi video intimi. Soprattutto si torna a discutere su quanto sia difficile godere del diritto all'oblio, quando si tratta del materiale che finisce in rete.

Chi è Tiziana Cantone, la sua battaglia legale 

Tiziana Cantone si è tolta la vita a soli 33 anni, impiccandosi nello scantinato della casa della zia, dopo aver attraversato un periodo di profonda depressione a causa della pubblicazione e diffusione di sei filmati privati  via chat Whatsapp e in rete.


Nel 2014, la donna dopo aver intrattenuto alcune relazioni sentimentali, aveva diffuso via chat i suoi filmati intimi, che nel giro di poco tempo sono divenuti virali in rete, tanto da essere presenti su alcuni portali di contenuti per adulti.  I video hanno richiamato su Tiziana una grande attenzione, tanto che il 13 luglio del 2015 si è rivolta al tribunale di Aversa per ottenerne la rimozione da siti e motori di ricerca. A novembre dello stesso anno, le 33enne ha fatto cambiare il suo cognome da Cantone in Giglio (quello della madre). La richiesta è stata accolta nel gennaio 2016.

Nonostante la nuova identità e l'aver cambiato spesso dimora, Tiziana Cantone ha incontrato numerose difficoltà. Inoltre in merito alla causa legal per ottenere il diritto all'oblio la Procura ha accolto solo in parte la richiesta per Facebook, Twitter, Yahoo!, Google e YouTube, in virtù della loro funzione di social network, ai quali venne imposta l'immediata rimozione di ogni post o pubblicazione con commenti e apprezzamenti riferiti alla donna. A sua volta, però, la Tiziana è stata condannata a pagare le spese legali ai cinque sopraccitati per un totale di circa 20.000 euro.


Dopo pochi giorni, Tiziana Cantone si è suicidata e a seguito della sua storia, in Italia è stata approvata una legge contro il revenge porn e la società specializzata alla quale si rivolse Teresa Giglio, la mamma di Tiziana, è riuscita a individuare e far rimuovere i video della ragazza che circolavano in Rete. 

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