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Chi è Elly Schlein, da bambina di Letta a Obama: ritratto della segretaria dem

L’ ex bambina di Letta e già bambina di Obama, oltre che schwaista convinta: ecco chi è la nuova segretaria del Pd Elly Schlein

Chi è Elly Schlein, da bambina di Letta a Obama: ritratto della segretaria dem
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Primarie Pd, Elly Schlein ha vinto: il ritratto della nuova segretaria dem 

La vittoria di “Ellə” Schlein, rappresenta la fine del Partito democratico come partito dei lavoratori erede ibrido del Partito Comunista Italiano. Da questo momento il Pd sarà un grande partito radicale di massa, il sogno di Marco Pannella. Identità di genere, ideologia Woke, Cancel culture e chi più ne ha più ne metta.  Con la sua elezione a segretario si apre una prateria alla sinistra vera di Fratoianni e company. Ora attendiamo la trasformazione della CGIL in qualcosa di simile e la rivoluzione sarà compiuta.

Tenere d’occhio le sopracciglia di Maurizio Landini per avere il polso della situazione. Elly Schlein, schwaista, ex bambina di Letta, già bambina di Obama, sardinista, nome “tetesko di Svizzera”, bisessuale dichiarata, nasce a Lugano da un professorone universitario statunitense d’origine ebraica prevenente dall’Ucraina che, di questi tempi, non guasta mai, e da una professorona italiana parimenti universitosa. Parenti molto altolocati tra cui il solito archetipale zio “avvocato antifascista” e il fratello matematicone aduso ad integrali e differenziali di qualità.

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Quindi è italo-statunitense-svizzera, un vero sollucchero per i radical–chic nostrani e gli adoratori del melting point. Una che si strugge e si lamenta per la povertà nel mondo e per le disuguaglianze per poi vivere nel lusso e nella agiatezza, con la protezione di una famiglia importante. Vince nonostante la clamorosa gaffe sul suo “naso etrusco” e non “ebreo”, come le ha contestato una giustamente furiosa Ruth Dureghello. La crisi del Pd è da anni esemplificata da un fatto: vince nei centri storici ricchi e perde nelle periferie povere. A Roma è il partito dei Parioli e in Italia è il partito delle Ztl. È il partito degli attici prestigiosi, è il partito delle tartine imburrate al salmone. Ora con la vittoria della Schlein la
consacrazione è definitiva.

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Una donna ambiziosa ed opportunista, che ha demolito dall’interno il Pd, una “rottamatrice rosa” che ha sfruttato il meccanismo perverso delle “primarie allargate” a cui sono andati a votare in massa i Cinque Stelle sollecitati dal furbo Boccia. Bonaccini aveva vinto nei circoli e solo la dabbenaggine di chi ha fatto i regolamenti ha permesso il rovesciamento prima e il sorpasso dopo. Ma attenzione, perché dietro la Schlein ci sono anche i “soliti noti”, la vecchia guardia: Boccia, Zingaretti, Bersani e soprattutto Franceschini che fiutata l’aria si sono accodati un po’ come quegli automobilisti che quando sentano il suono di una sirena la seguono per fregare gli altri nel traffico.

Poiché le donne sono molto più perfide degli uomini ora assisteremo ad uno scontro epocale tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein e questa è l’unica parte interessante della questione. Bonaccini ha perso per vari errori fatti. Ha oscillato tra la figura del burbero militante di fabbrica alla Cipputi e il dolce stil novo e per imitare la Schlein si è fatto il ritocchino alle sopracciglia e ha ammorbidito il languido mignolone, generando confusione e disorientamento nei suoi potenziali elettori.

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Anche una improvvida intervista al Corriere della Sera non lo ha aiutato quando disse che collezionava figurine Panini come Walter Veltroni. Ma la vera corbellata l’ha fatta quando ha accettato un regolamento di primarie allargate in cui era chiaro che migliaia di truppe cammellate sarebbero scese in massa a sovvertire lo “spirito delle sezioni”. Ora comunque acchiapperà qualcosa come minoranza. Un po’ poco per l’eroe della Stalingrado d’Italia che aveva fermato la discesa della lega di Salvini nel centro – sud.