Chi era Nadia Santini
Lutto nel mondo della gastronomia: è morta oggi Nadia Santini, chef del Dal Pescatore di Runate, a Canneto sull’Oglio (Mantova), e prima donna in Italia a conquistare le tre stelle Michelin. A dare l’annuncio è stata la famiglia, con un messaggio sulla pagina Instagram del ristorante.
Nata a San Pietro Mussolino, in provincia di Vicenza, il 19 luglio 1954, Nadia Cavaliere aveva intrapreso il proprio percorso dopo gli studi universitari in Scienze politiche. La svolta, personale e professionale, era arrivata nel 1974: l’anno del matrimonio con Antonio Santini e del suo ingresso nella cucina del ristorante di famiglia.
Un secolo di storia sulle rive dell’Oglio
Una storia, quella del Dal Pescatore, che affonda le radici nel 1925, quando la famiglia Santini avviò l’attività sulle rive del fiume Oglio. Nata come locanda legata alla tradizione del territorio, nel corso dei decenni si è trasformata in una delle destinazioni più prestigiose della gastronomia internazionale.
Le tre stelle Michelin e i riconoscimenti internazionali
Il momento decisivo è arrivato nel 1996, con la conquista delle tre stelle Michelin, mantenute ininterrottamente fino a oggi. Un traguardo che ha fatto di Nadia Santini la prima donna in Italia a ottenere il massimo riconoscimento della guida francese.
Il suo prestigio ha presto superato i confini nazionali. Nel 2013 è stata premiata come World’s Best Female Chef nell’ambito dei World’s 50 Best Restaurants, uno dei riconoscimenti più importanti della scena gastronomica mondiale. Nel 2022 è arrivato anche il premio Chef Mentor della Guida Michelin, a sottolineare il suo ruolo nella formazione e nella crescita delle nuove generazioni di professionisti.
Una cucina fedele alla tradizione mantovana
La sua cucina è sempre rimasta profondamente legata alla tradizione mantovana e padana. Con un’attenzione costante alla qualità degli ingredienti, alla stagionalità e alla memoria gastronomica, Santini aveva costruito uno stile inconfondibile, capace di reinterpretare i piatti del territorio senza tradirne l’identità. Tra le sue preparazioni più rappresentative, gli agnoli in brodo, i tortelli di zucca, i risotti e le ricette a base di pesce d’acqua dolce.
Un’impresa di famiglia
Al suo fianco, il marito Antonio ha condiviso la guida e la crescita del ristorante, mentre i figli Giovanni e Alberto hanno raccolto il testimone: il primo in cucina, il secondo alla guida della sala e della cantina.
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