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Ciclosporiasi, ci sono rischi anche in Italia? Le ultime novità sull’infezione

Negli Usa aumentano i casi di Ciclosporiasi. In Italia l’infezione resta rara e non c’è al momento un allarme

Ciclosporiasi, ci sono rischi anche in Italia? Le ultime novità sull’infezione

L’aumento dei casi negli Stati Uniti non corrisponde a un’epidemia in Italia. Gli infettivologi descrivono la ciclosporiasi come una malattia ancora rara nel nostro Paese, spesso collegata a viaggi o alimenti contaminati importati.

Ciclosporiasi, perché i casi di infezione negli Stati Uniti stanno facendo discutere

La ciclosporiasi è un’infezione intestinale provocata dal parassita microscopico Cyclospora cayetanensis.

Negli Stati Uniti nel 2026 è stato segnalato un forte aumento delle infezioni, con migliaia di casi e i primi decessi associati all’epidemia riportati nelle ultime settimane. Alcuni focolai sono stati collegati al consumo di vegetali freschi contaminati.

I sintomi più comuni comprendono diarrea acquosa, crampi addominali, nausea, perdita di appetito, stanchezza e calo di peso. L’infezione può durare diversi giorni o ripresentarsi se non viene trattata.

Il contagio diretto da una persona all’altra è meno probabile rispetto ad altre infezioni intestinali, perché il parassita deve maturare nell’ambiente prima di diventare infettivo.

Ciclosporiasi, in Italia non c’è un focolaio di infezione paragonabile a quello americano

Antonio Cascio, professore di Malattie infettive all’Università di Palermo e membro della Società italiana di malattie infettive e tropicali, ha spiegato a LaPresse che in Italia la ciclosporiasi è “molto rara” e non rappresenta attualmente un motivo di particolare preoccupazione per la popolazione generale.

I casi osservati in Italia sono generalmente sporadici e possono essere collegati a soggiorni in Paesi nei quali il parassita circola maggiormente oppure al consumo di prodotti freschi contaminati. In queste ore il Ministero della Salute ha invece annunciato il ritiro di un lotto di mortadella per il rischio di Listeria.

La prevenzione per la ciclosporiasi passa soprattutto dalla corretta gestione degli alimenti. Frutta, verdura ed erbe aromatiche consumate crude devono essere lavate accuratamente sotto acqua potabile.

Il lavaggio riduce il rischio ma non garantisce l’eliminazione assoluta del parassita da un alimento già contaminato. Per questo la sicurezza dipende anche dai controlli lungo la filiera produttiva.

Chi rientra da un viaggio e presenta diarrea persistente dovrebbe informare il medico sui Paesi visitati e sugli alimenti consumati. La diagnosi richiede esami specifici e il trattamento viene stabilito dal medico.