
L’Italia volta pagina in Europa. La Commissione Ue proporrà infatti ai 27 di chiudere la procedura di deficit eccessivo raccomandando al nostro Paese di andare avanti sulla strada del risanamento dei conti pubblici. E’ quanto emerge dalla bozza del documento con le “raccomandazioni” Ue che dovrebbe essere approvata mercoledì prossimo dalla Commissione europea.
La chiusura della procedura d’infrazione per deficit eccessivo dovrebbe sbloccare circa 12 miliardi di investimenti produttivi da destinare, in primis, alle infrastrutture e al pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione. Ma in parte anche al piano occupazione che sta mettendo a punto il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini.
Il problema restano quindi le coperture. E i conti non cambiano: servono 2 miliardi per congelare l’aumento dell’Iva che scatterà dal 1 luglio e altri 2 miliardi per coprire la sospensione della prima rata dell’Imu (che diventano 4 miliardi se si procede all’abolizione della tassa come chiesto dal Pdl). Poi ci sono altri 80-90 milioni per finanziare la proroga fino al 31 dicembre 2013 della detrazione fiscale del 55% per gli interventi di efficienza energetica e il rifinanziamento dello sgravio del 50% sulle ristrutturazioni edilizie.
Entrambi i bonus scadono il 30 giugno e senza un rinnovo si tornerà alla situazione preesistente. Nel prossimo Cdm quindi il governo presenterà un intervento “tampone” per garantire la proroga fino a fine anno (con un costo limitato di 80-90 milioni al massimo) rinviando a una fase successiva il rinnovo strutturale della misura che dovrebbe costare in totale circa 500 milioni, spalmati su 10 anni. Per trovare risorse torna in campo anche l’ipotesi di una revisione degli incentivi fiscali alle imprese, soldi che potrebbero servire per finanziare il piano giovani e le misure di rilancio dell’economia da qui a dicembre.
