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Competenze informatiche allo Stato. Renzi decide per noi sul web

Competenze informatiche allo Stato italiano, grazie a un emendamento alla Costituzione, approvato ieri all’unanimità in Aula e promosso dall’onorevole Stefano Quintarelli e Paolo Coppola, che ridisegna le competenze informatiche dell’autorità centrale, un tempo ristrette alla sola gestione dei dati della Pa. Dopo l’approvazione in Aula dell’emendamento all’articolo 117r, l’autorità centrale infatti avrà anche il compito del “coordinamento informatico dei dati, dei processi e delle relative infrastrutture e piattaforme informatiche dell’amministrazione statale, regionale e comunale”. Di fatto un controllo centralizzato che mette un punto alle potenziali derive delle autonomie locali in materia digitale, con conseguenti errori e duplicazioni varie.
 
Una vittoria non scontata, che arriva dopo un iniziale parere negativo del governo, della commissione e del relatore di minoranza, che però, a seguito della discussione in aula, competenze informatiche hanno dovuto prendere consapevolezza della trasversale volontà di approvazione di un provvedimento che disegna un equilibrio nuovo.
 
Come aveva argomentato Quintarelli di Scelta Civica, egli stesso grande promotore e pioniere del digitale italiano, all’atto di ritirare il provvedimento “limitare il coordinamento informatico ai soli dati è come accordarsi su dimensione del pallone e del campo, ma non su come funzionano rimessa laterale e fuorigioco. Sono convinto che, in un’epoca in cui Internet rende il mondo un punto, rinunciare al coordinamento informatico equivalga a rinunciare a una leva importante per l’efficacia della macchina amministrativa, anche in termini di riduzione di duplicazioni, sprechi e inefficienze, a beneficio di cittadini e imprese“.
 
Insomma, ritirando inizialmente l’emendamento, Quintarelli voleva fare un gesto di lealtà verso il governo, ma poi è cominciato il dibattito, con ampie parole di elogio e consenso da parte dei colleghi, e alla fine l’opzione è stata approvata all’unanimità. Concordia generale quindi sul bisogno di avere in Costituzione un principio che dia un indirizzo chiaro su questioni come digitalizzazione competenze informatiche e implemento delle piattaforme informatiche: un passo sostanziale ma anche un messaggio simbolico a un Paese che deve accelerare sul fronte dell’innovazione e delle infrastrutture materiali se vuole cambiare passo.