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Cronache
Concordia, Costa blocca i lavori: "Non è ancora noto dove finirà il relitto"

L'Osservatorio sul recupero della Concordia non ha bloccato le operazioni di montaggio dei cassoni di galleggiamento sul relitto; e non e' interessato a conoscere il porto di destinazione per lo smaltimento dello stesso. E' stata Costa, con una lettera, a ritirare la richiesta di autorizzazione al montaggio in attesa di poter fornire una documentazione completa sull'operazione. Lo rende noto la stessa presidente dell'Osservatorio, Maria Sargentini, in un comunicato della Regione Toscana

L'Osservatorio, aggiunge, ha chiesto a Costa di conoscere gli scenari di rischio relativi alla scelte di trasporto dello scafo della Concordia: traino e Vanguard, fino ad eventuale esplicita rinuncia di Costa sull'uso della piattaforma. A quelle scelte e' legato il problema delle acque interne residue, della loro bonifica e del tipo di trattamento in sicurezza per il mare del Giglio e in generale per l'ambiente. Cambiano infatti le possibilita' di intervento a cassoni montati, problema di cui si e' fatta carico la stessa Costa con la sua lettera di sospensione dell'operazione.

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LO SMALTIMENTO - Lo smaltimento della Costa Concordia in Turchia e' al momento la soluzione piu' conveniente tra le offerte pervenute. E' quanto affermato dal capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, durante un'audizione sul tema in commissione Ambiente della Camera. Facendo un confronto con i porti italiani che si sono candidati allo smaltimento della nave, Gabrielli ha riferito che "Palermo si e' reso non piu' disponibile, e quindi ne rimangono tre: Civitavecchia e' una soluzione assolutamente fuori mercato perche' il costo complessivo sarebbe di 200 milioni di dollari contro i 40 milioni di dollari per la Turchia, e il doppio di Piombino e Genova; nel mezzo quindi ci sono queste due ultime soluzioni, tra le quali non c'e' molta differenza in termini di costi".

 

 

"Il porto di Piombino non ha il bacino" sufficiente per accogliere le operazioni di smaltimento della Concordia, "e per quello che io so l'armatore considera questa soluzione problematica, perche' meno supportata sul fronte delle tempistiche di smantellamento e sotto il profilo della sicurezza delle operazioni". E' quanto affermato dal capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, durante un'audizione sul tema in commissione Ambiente della Camera.

Facendo un confronto con l'altro porto italiano dove potrebbe essere trainata la nave, Gabrielli ha tuttavia ricordato che "dall'Isola del Giglio si raggiunge Piombino in una giornata di navigazione, mentre si arriva a Genova in 5 giorni". In quest'ultima ipotesi, dunque, "l'unica vera criticita' che dovra' essere valutata e' il rischio del traino da moltiplicare per cinque", considerando che "la nave andrebbe a Voltri per un primo smantellamento - ha concluso il prefetto - e poi a Genova per il definitivo".

 

 

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