“Schettino fu distratto da Domnica“. Sul ponte di comando della Costa Concordia c’era “la non opportuna presenza di estranei”, in particolare, “i membri dell’equipaggio Antonello Tievoli, Manrico Giampedroni e Ciro Onorato e la passeggera Domnica Cemortan”, con il conseguente “aumento di confusione e di fonti di distrazione” per il comandante Francesco Schettino.
È quanto scritto dalla procura di Grosseto nella richiesta di rinvio a giudizio per il naufragio. Questo determinò, secondo l’accusa, distrazione anche per “gli ufficiali di coperta e per il timoniere in servizio” e comportò la mancanza di “una guardia sicura in navigazione e durante la manovra di avvicinamento”.
I magistrati ricordano poi che Schettino partecipò, “insieme ad Antonello Tievoli, a una conversazione telefonica con Mario Terenzio Palombo”, l’ex capitano residente al Giglio, “distraendosi ulteriormente e distraendo altresì gli ufficiali di guardia, mentre era in prossimità della costa in situazione pericolosa e con timone a mano”.
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