Saranno dedicati alle ricerche di Russel Robello i primi 15-20 giorni di lavoro sulla Costa Concordia, da ieri ormeggiata alla diga foranea del porto di Genova-Pra’. L’uomo, di nazionalita’ indiana, poco piu’ che trentenne, e’ l’ultima delle 32 vittime del naufragio all’Isola del Giglio (mori’ successivamente anche un sub impegnato nelle ricerche). Il suo corpo potrebbe essere ancora imprigionato all’interno del relitto.
Il maggiore galleggiamento del relitto consentira’ infatti di ispezionare zone che prima erano sommerse e inaccessibili. “E’ necessario realizzare percorsi di accesso ai ponti della nave – ha spiegato Giovanni Calvelli, responsabile delle relazioni esterne della Capitaneria di Porto di Genova – e mettere in sicurezza le scale e gli ambienti interni per garantire l’incolumita’ degli operatori. Verra’ poi predisposto un piano di ricerche, in stretta sinergia con i Vigili del Fuoco e in collaborazione con i sommozzatori che hanno lavorato al Giglio, per acquisire le aree gia’ ispezionate e concentrarsi sulle zone dove e’ piu’ probabile che si trovi il disperso”. A coordinare queste operazioni sara’ l’ammiraglio Vincenzo Melone, comandante della Capitaneria di Porto di Genova, che nelle prossime ore dovrebbe essere nominato formalmente soggetto attuatore di questa ultima fase di ricerca. Si procedera’ poi alla fase di alleggerimento del relitto.
Oggi intanto vengono posizionate le panne pesanti che, ancorate al fondale, serviranno per arginare eventuali sversamenti di sostanze inquinanti in porto. Concluse le ricerche, si procedera’ con i lavori di alleggerimento che, nella fase apicale, impegneranno a bordo circa 200 persone. “Ci saranno gru e pontoni – ha spiegato il presidente dell’Autorita’ Portuale di Genova, Luigi Merlo – per rimuovere 18.000 tonnellate di materiali, arredi e pavimenti. Il materiale – ha concluso – sara’ trasferito su chiatte per il trasporto fino al cantiere allestito sulla banchina del Vte, di fronte alla nave”.
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La Concordia torna a casa. La nave affondata al Giglio ora è a Voltri-Prà, quasi di fronte ai cantieri di Sestri Ponente da dove uscì nove anni fa come nuova ammiraglia della Costa Crociere, senza che nessuno potesse immaginare la tragedia della notte del 13 gennaio 2012. L’attracco è stato completato prima delle 17 e la Capitaneria di porto ha sciolto l’Unità di crisi, mentre sulla diga foranea gli ormeggiatori terminavano le operazioni di messa in sicurezza.
Un risultato di grande soddisfazione per il team ingegneristico della Titan Micoperi che ha progettato e portato a termine il rigalleggiamento e il trasferimento dall’isola del Giglio. Ma ora, ha detto il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, prima di iniziare ogni lavoro a bordo, si cercherà ancora il corpo di Russell Rebello, l’ultimo disperso.
I rimorchiatori genovesi hanno guidato la Concordia verso l’attracco all’angolo della diga di levante, mentre le navi ormeggiate l’hanno salutata all’entrata in bacino suonando la sirena. Dalle 15 in poi di ieri sono iniziate le operazioni di attracco: con l’ormeggio a 13 coppie di bitte rafforzate in banchina, mentre i cavi poi aumenteranno fino a 20 nelle prossime settimane.
Il premier Matteo Renzi, giunto in aereo da Roma con la moglie Agnese e due dei figli, ha raggiunto in battello il Vte, il Voltri Terminal Europa, in tarda mattinata. ” “Un nuovo inizio – ha detto Renzi – che si porta nel cuore un dolore che non si può cicatrizzare, ma che dà speranza per quanto siamo stati capaci di fare”. Il premier ha chiarito che non si tratta di fare festa, ma “di dire grazie”. “E’ il momento della gratitudine per chi ha fatto l’impresa, per il team di ingegneri che ha studiato una soluzione inedita. La qualità straordinaria di tante persone ha riportato qua la nave dopo l’errore di qualcuno, non possiamo dire che ha rimediato, ma..” ha detto Renzi, chiarendo l’importanza dell’”impresa” che è stata fatta, di come i porti italiani, a partire da Genova, abbiano una grande capacità attrattiva a livello internazionale. “Non bisogna rassegnarsi al declino, l’Italia può ripartire” ha insistito Renzi, che poi è ripartuto per Roma, non senza sottolineare l’importanza industriale dell’operazione Concordia.
Grande soddisfazione da parte dei tecnici, a partire dal salvage manager Nick Sloane, e dal capo dei piloti del porto di Genova Giovanni Lettich. “Basta scaramanzia, la missione è compiuta” ha dichiarato il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli dopo l’entrata nel bacino. Le raffiche di tramontana che nelle prime ore del mattino avevano rallentato l’avvicinamento della Costa Concordia al porto di Voltri-Prà sono calate intorno alle 11. A quel punto il relitto, agganciato dai rimorchiatori portuali e guidato dal “Messico”, il più potente della flottiglia, ha completato la manovra di evoluzione per presentarsi di poppa all’imboccatura di ponente del bacino – lungo 560 metri – e avviare la manovra di attracco, con i cassoni di galleggiamento regolati in modo che il relitto ‘peschi’ circa 17 metri in profondità, la nave è stata quindi trascinata di poppa all’attracco, quindi a marcia indietro, fino alla fine della banchina. Per tenere la nave nella posizione corretta e impedirne i movimenti, sulla diga non attrezzata per l’ormeggio di navi sono stati collocati dei distanziatori collaudati nelle scorse settimane, mentre sin da ora sono state calate attorno allo scafo delle paratie che circonderanno completamente la nave, e saranno ancorate al fondale profondo 20 metri ed emergeranno per altri 6 metri. Ciò creerà di fatto un bacino attorno al Concordia che eviterà che ogni sostanza uscita dal relitto inquini il mare. Dopo 4 mesi circa la nave sarà trasferita all’ex superbacino dove sarà alleggerita dei ponti superiori, poi andrà al bacino di carenaggio dei cantieri San Giorgio dove dovrà arrivare senza più i cassoni. In tutto serviranno 22 mesi e del relitto non ci sarà più traccia.
Il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, sottolineando il “successo dal punto di vista ambientale, non si sono avuti sversamenti, nessun inquinamento” ha chiarito, riferendosi alle polemiche avanzate dal ministro francese dell’Ambiente Ségolène Royal, che “gli amici francesi devono imparare a fidarsi di più “. Ma soprattutto, ha ricordato Galletti, “questa non è una giornata di festa” e il ricordo va alle vittime del naufragio, ribadendo che la ricerca del corpo dell’ultimo disperso verrà avviata subito, prima delle operazioni di disallestimento sulla nave. “Di fronte a quello che è capitato al Giglio non c’è risposta. Fu imperizia allo stato puro e la manovra che fu fatta non si poteva fare”.

























