
Rivoluzione nel mondo della scuola. Una sentenza che frantuma una legge che sembrava scritta nella pietra. In Campania una ragazza era stata sospesa per aver cercato le risposte alle domande d’esame sul suo telefonino. La studentessa era stata sospesa dal suo istituto ed esclusa dalle prove di maturità. La giovane si è però rivolta al Tar della Campania, che le aveva dato torto. Ma il Consiglio di Stato le ha dato ragione. Motivo? Ha sempre preso bei voti. E quindi poteva copiare…
Secondo il Consiglio di Stato la copiatura “è stata dettata da uno stato d’ansia probabilmente riconducibile anche a problemi di salute attestati nella nota conclusiva di un dirigente scolastico”, ma soprattutto perché “il superamento dell’esame costituisce di per sé attestazione delle competenze, conoscenze e capacità anche professionali acquisite dall’alunna e la norma che regola l’espulsione dei candidati dai pubblici concorsi per condotta fraudolenta, non può prescindere dal contesto valutativo dell’intera personalità e del percorso scolastico dello studente. Non potevano ignorarsi, nel caso di specie, il brillante curriculum scolastico della candidata, ammessa all’esame con un giudizio che ne evidenziava le notevoli capacità, il personale vivace interesse e il costante costruttivo impegno”. La ragazza eviterà così una bocciatura che sembrava inevitabile. Insomma, bisogna essere studenti modello per poter copiare. Alla faccia della “legge uguale per tutti”.
