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Coronavirus, mascherina prêt-à-porter

Coronavirus, mascherina prêt-à-porter
virus

Una caratteristica costante in questi giorni di tensione e disagio per il Paese e’ la sempre più massiccia presenza di persone che indossano maschere per proteggersi dal famigerato coronavirus che sta mettendo a dura prova la nostra capacità di resistenza.

Inizialmente la maschera era appannaggio dei più timorosi ma ora – anche per le indicazioni del ministero della salute – e’ diventata praticamente un must per tutti noi.

All’inizio va detto vi e’ stata molta confusione sul tipo di protezione da utilizzare. Ora però le informazioni sono più chiare: la maschera professionale e’ d’uso fra i medici a contatto con pazienti di coronavirus mentre la comune maschera da chirurgo e’ idonea per gli spostamenti fuori casa di tutti noi.

In verità non sono mancate speculazioni tra i rivenditori che – giocando sul timore della gente – non hanno esitato a proporre prezzi incredibili anche per le più comuni protezioni che ordinariamente non costerebbero più di 1 euro. Per tale motivo molti italiani – sfruttando il proverbiale senso di creatività che ci contraddistingue – si sono cimentati a ricavare maschere dalla carta da forno e finanche dai reggiseni.

Alcuni di voi ricorderanno che qualche anno fa si e’ diffusa la moda delle cuffie colorate che tante persone poi hanno iniziato ad utilizzare non solo come strumento di ascolto ma anche come articolo decorativo nelle forme e nei colori più bizzarri. Personalmente penso che – una volta terminata questa incredibile vicenda – tra molti rimarranno alcune abitudini non solo sane, come il recupero del calore della famiglia e il piacere delle buone letture, ma anche più originali e di tendenza, come l’uso della maschera che, con il pretesto della protezione da germi e virus, consentirà a molti  – soprattutto i più timidi – di manifestarsi godendo dell’anonimato del proprio volto e delle proprie emozioni, ben nascosti da un rettangolo di stoffa al viso, anche griffato.

Sebbene Oscar Wilde, con la sua proverbiale acutezza, dicesse che spesso una maschera ci dice più di un volto, personalmente non vorrei che la mascherina protettiva diventasse un mezzo per allontanarsi dal prossimo e celare l’aspetto emozionale del proprio carattere che dopotutto rappresenta la nostra identità che ci distingue da ogni altro.

L’immortale Luigi Pirandello – nel suo celebre romanzo  Uno nessuno centomila – ammoniva il lettore con queste parole:  “imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti” , così evidenziando l’indiscutibile dato che la maschera e il nascondimento sono caratteristiche proprie dell’essere umano. 

Orbene, vi è da ritenere che un reale pericolo nel prossimo futuro è che alla maschera dell’anima si aggiungerà anche la maschera sul volto a creare un muro di incomunicabilità sempre più alto fra gli uomini.

Cerchiamo allora di rimanere noi stessi e di mostrarci con onestà e sincerità dinanzi al prossimo, altrimenti – come già osservava nel 1600 Francois del La Rochefoucauld – abituati a mascherarci dinanzi agli altri, finiremo col mascherarci anche dinanzi a noi stessi.