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Coronavirus, muore il primo vescovo italiano in Bolivia

É morto di coronavirus in Bolivia il vescovo italiano Eugenio Scarpellini

Coronavirus, muore il primo vescovo italiano in Bolivia
Coronavirus, il reparto di terapia intensiva dell’Harborview Medical Center di Seattle

Un vescovo cattolico in Bolivia, l’italiano Eugenio Scarpellini, è morto mercoledì a causa del coronavirus. Scarpellini, 66 anni e vescovo della città di El Alto, vicino a La Paz, è il primo religioso a morire a causa del Covid nel paese latinoamericano.

Nato a Verdellino, (Bergamo), Scarpellini è stato nominato nel 2013 vescovo di El Alto, una città andina situata a 4.000 metri di altitudine. Con una popolazione di 11 milioni di abitanti, la Bolivia ha superato martedì i 50.000 infetti e registrato 1.898 morti. La presidente ad interim Jeanine Áñez e sei dei suoi 17 ministri hanno contratto il virus questo mese. 

Coronavirus: muore in Bolivia vescovo italiano

Il mondo missionario bergamasco è in lutto e piange la morte di monsignor Eugenio Scarpellini, vescovo di El Alto, in Bolivia. Il vescovo lombardo è morto oggi a causa delle complicazioni dovute al coronavirus. Nato l’8 gennaio 1954, era originario di Verdellino. Ordinato sacerdote il 17 giugno 1978, è stato vicario parrocchiale di Boltiere (1978-82) e di Nembro (1982-87).

Bolivia: muore vescovo italiano, Bergamo lo piange 

Nel 1988 è partito come prete Fidei donum per la Bolivia, con destinazione La Paz, dove ha ricoperto diversi incarichi: parroco di Villa Copacabana, economo e membro del Consiglio economico del Seminario maggiore, economo generale dell’arcidiocesi, direttore generale del Collegio Marien Garten, presidente della Fondazione Mario Parma per i bambini neurolesi, direttore delle Pontificie opere missionarie per la Bolivia e coordinatore delle stesse per l’America Latina, segretario generale aggiunto della Conferenza episcopale boliviana. Dal 15 luglio 2010 ha ricoperto l’incarico di vescovo ausiliare di El Alto.

Come motto episcopale aveva scelto “In ministerio obediens” (Obbediente nel servizio) inserendo quattro simboli nel suo stemma: un olmo come richiamo al santuario dell’Olmo nel paese nativo di Verdellino; un lago e le montagne, che rimandano alla Bolivia; la Bibbia e la stola, segno dell’essere sacerdote; il globo, simbolo della missionarietà. Monsignor Scarpellini è stato anche segretario generale della Conferenza episcopale boliviana.