Coronavirus, scoppia un focolaio a Terracina, nel mirino un comizio di Salvini
L’emergenza Coronavirus continua in tutta Italia. Nuovi focolai spuntano come funghi da una parte all’altra del Paese e aumentano i ricoveri in ospedale. Nel mirino, tra gli altri, c’è il nuovo cluster espoloso a Terracina (Latina), il motivo – si legge sul Corriere della Sera – potrebbe essere dovuto all’assembramento che si è creato ad un comizio elettorale di Matteo Salvini: 300 persone ammassate e lo stesso leader leghista che aveva ammesso: “Ho la febbre, ma non sono voluto mancare a questo appuntamento”.
Lo speaker di quella serata elettorale – prosegue il Corriere – è ricoverato da sabato scorso per Covid all’ospedale di Latina. Era la sera del 25 settembre: cena al ristorante Il Tordo di Terracina. Era presente tutto lo stato maggiore del Lazio a quella cena ed ecco che adesso, 11 giorni dopo, il bilancio è preoccupante: il deputato della Lega Francesco Zicchieri, coordinatore regionale del partito, ha scoperto ieri di essere positivo anche lui, dopo il doppio tampone. La Asl di Latina, però, ha già avviato le indagini ed è forte il timore che proprio da quella cena elettorale si sia sviluppato un cluster, un focolaio, perché negli ultimi giorni c’è stata un’impennata in tutta la provincia e infatti a Terracina ci sono stati 6 nuovi casi domenica, altri 3 ieri).
L’allarme è tale che ieri mattina, dopo un vertice in Prefettura a Latina, la dirigente dell’ufficio scolastico territoriale, Anna Carbonara, aveva invitato i presidi di tutti gli istituti statali e paritari di ogni ordine e grado a riprendere l’utilizzo della didattica a distanza: in pratica a chiudere le scuole. Al Miur però non ne sapevano niente e grande è stata l’irritazione: la dirigente, così, a stretto giro di posta ha revocato l’iniziativa.

