Coronavirus, 20 mila medici di famiglia in meno, per i tamponi sistema in tilt
L’emergenza Coronavirus non abbandona l’Italia. Dagli ospedali torna quell’urlo disperato di aiuto. I reparti tornano a riempirsi, i contagi crescono sempre più e le terapie intensive tornano ad essere un campanello d’allarme serio. Se negli ospedali ci sono problemi, però, il dramma è fuori, manca la linea di frontiera – si legge su Repubblica – almeno 20 mila unità in meno a causa dei continui tagli alla sanità di questi anni. Mancano medici di famiglia, gli stessi che adesso come stabilito dal Comitato tecnico scientifico (Cts) dovrebbero fare il tampone agli asintomatici, e alcuni sindacati chiedono investimenti prima di accettare di fare i test da coronavirus. I dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie sono già al collasso e non riescono più a gestire l’emergenza Covid insieme alle attività ordinarie, come l’imminente campagna di vaccinazione.
“In molte Regioni ne sono rimasti in servizio davvero pochi, a partire proprio dalla Lombardia — dice Silvestro Scotti segretario del sindacato di categoria Fimmg a Repubblica – secondo i nostri calcoli 3 mila medici sono andati in pensione quest’anno, e altri 2 mila ci andranno all’inizio del prossimo». In soldoni su circa 40 mila medici di famiglia ne mancano all’appello 5 mila. «Adesso ci chiedono di fare i tamponi, ma attendiamo ancora che vengano assunti gli infermieri che dovrebbero affiancarci”.
